“Accisa”: cos’è?
In
questi giorni si sente parlare molto di “accise”, soprattutto a seguito del provvedimento contenuto nella nuova manovra finanziaria del governo Monti, che prevede l’aumento di quelle sui carburanti (di circa 10 centesimi al litro per la benzina verde e di circa 13 centesimi al litro per il diesel).
Ma cosa significa “accise” e di cosa si tratta?
La parola “accisa”, derivata dal termine latino accensare, che significa “tassare”, indica appunto un’imposta sulla fabbricazione e sulla vendita di prodotti di consumo: a differenza dell’IVA, che incide sul valore e quindi dipende dalla qualità di un oggetto, l’accisa è in sostanza un tributo indiretto che colpisce la quantità delle singole produzioni e dei singoli consumi in quanto tali.
In Italia le accise più importanti sono quelle relative ai prodotti energetici (tra cui i carburanti), all’energia elettrica, agli alcolici e ai tabacchi.
L’accisa viene normalmente espressa in termini di aliquote, rapportate all’unità di misura del prodotto e non al suo valore (come avviene invece per l’IVA): per questo, a proposito degli aumenti imposti per benzina e diesel dall’ultima manovra, si parla di un tot di surplus “al litro”.
Ma poiché l’accisa concorre a determinare il valore dei prodotti, essa comporta anche il mutamento dell’IVA su essi calcolata.
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