Gestione attiva: quali vantaggi?
Da parecchio tempo si discute sui vantaggi o meno della gestione attiva. Sapete già di cosa si tratta? La gestione attiva è una strategia d’investimento che ha come scopo quello di ottenere dei risultati migliori rispetto a quelli che si potrebbero avere seguendo un indice di riferimento; in poche parole, attraverso una gestione attiva ci si pone l’obiettivo di fare meglio della media del mercato.
L’opposto della gestione “attiva” viene definita “passiva” o indicizzata. Un gestore “passivo” si pone l’obiettivo di fare esattamente come fa la media del mercato e persegue questa strategia ripartendo i propri investimenti esattamente nella misura in cui sono ripartiti nell’intero mercato (benchmark).
Un gestore capace è in grado di estrarre valore per i clienti? Certo che sì, ma ovviamente come in ogni professione anche per i gestori ne esistono di competenti e di meno competenti. Ma la domanda che dovremmo porci è un’altra: quanto si investe in Italia sulla gestione attiva? Si crede in questi prodotti e nella capacità di chi è in grado di gestirli bene? Beh… la risposta in questo caso è un po’ più articolata e l’introduzione del benchmark ha nei fatti limitato la voglia di fare da parte di molti gestori che si sono focalizzati sul replicare gli indici.
Inoltre altri fattori hanno fatto sì che la gestione attiva non fosse così utilizzata:
- La crisi economica che abbiamo vissuto negli ultimi tempi ha indotto molte persone valide ad espatriare perché le società non hanno fatto investimenti su persone di valore.
- Pressioni commerciali delle reti distributive guidate dal desiderio del “tutto e subito” hanno finito per non lasciare libertà adeguata ai gestori.
- La così detta “battaglia delle commissioni”.
Se è vero che è giusto trovare l’equilibrio tra costi e rendimenti è altrettanto vero che spesso è proprio grazie alle commissioni che si riescono a pagare gestori capaci e sistemi informatici adeguati alle aspettative.
Ecco i principali strumenti a disposizione del gestore per mettere in atto una strategia di gestione attiva:
- asset allocation: variare nel tempo l’esposizione del portafoglio ai diversi mercati di riferimento, al fine di sfruttare – idealmente – le tendenze positive di alcuni di questi, abbandonando quelli che manifestano tendenze negative;
- stock picking: selezionare le attività finanziarie in modo da creare un portafoglio in cui prevalgono le attività sottostimate dal mercato (quindi con un maggiore potenziale di crescita) rispetto a quelle sovrastimate;
- market timing: aumentare o diminuire l’esposizione del portafoglio ai diversi mercati di riferimento sulla base di previsioni sull’andamento futuro dei prezzi.
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