L’addio di Trichet: “Serve unione economica”
Jean Claude Trichet ha ufficialmente lasciato la presidenza della Banca centrale europea, passando il testimone a Mario Draghi.
Durante la festa in suo onore, tenutasi nel teatro dell’Opera di Francoforte, l’ormai ex Presidente della Bce non ha risparmiato alcuni severi commenti sulla critica situazione economica del Vecchio Continente, esortando ad una vera e propria unione economica, che non si esaurisca soltanto nella moneta e nel mercato unici.
Senza giri di parole, Trichet si è appellato al senso di responsabilità dei leader europei, sottolineando la necessità di un organo istituzionale capace di controllare efficacemente le politiche economiche degli Stati appartenenti all’Unione e di intervenire con solerzia per evitare casi simili a quello della Grecia.
Un riconoscimento al merito di Trichet è arrivato in particolare dal suo diretto successore, Mario Draghi – già Governatore della Banca d’Italia –, che ha ricordato l’importanza assunta dall’Eurotower (la sede della Bce), quale custode della disciplina fiscale europea, proprio sotto la guida del Presidente uscente: Jean-Claude Trichet ha affrontato «il compito e il periodo più difficile dalla sua creazione» e durante la crisi è stato «il primo, il più veloce ad agire». Draghi ha quindi espresso l’intenzione di continuare a seguire le orme di chi lo ha preceduto, nella direzione di una ferrea disciplina fiscale che possa restituire stabilità all’Europa.
Al termine dell’incontro pubblico, Trichet è stato infine invitato a partecipare ad un vertice straordinario con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il Presidente francese Nicolas Sarkozy, il capo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, ed il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. Tema dell’incontro: la possibilità di aumentare da 440 miliardi a 2 mila miliardi di euro il fondo salva-Stati, oggetto anche del summit europeo che si è tenuto il 23 ottobre a Bruxelles.
Un incontro istituzionale, quest’ultimo, durante il quale sono emerse alcune tensioni tra i leader europei, che, intenti a primeggiare, non sono sembrati accogliere granché dell’invito all’unione rivolto loro proprio qualche giorno prima da Jean Claude Trichet.
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