L’Europa nelle mani della Slovacchia

Pubblicato il 26.26.2011

L’Europa nelle mani della SlovacchiaNei giorni scorsi il Parlamento di Bratislava ha fatto tremare l’Europa, bocciando il piano di estensione a 440 miliardi di euro del Fondo salva-Stati (l’organismo sovranazionale deputato ad aiutare i Paesi in difficoltà, fornendo loro liquidità), già votato dagli altri 16 Paesi dell’Eurozona.

Motivo del ‘no’ slovacco, che aveva messo in stand-by il salvataggio della Grecia e dell’euro, proprio la cifra da esborsare, pari a  7,7 miliardi di euro, equivalenti a circa il 10% del PIL: una somma che i liberali hanno giudicato eccessiva per un Paese non certo ricco, come la Slovacchia.

Ma non sono da sottovalutare, nel risultato negativo della votazione, anche le dinamiche tutte interne alla maggioranza, in seno alla quale serpeggiavano dissidi che hanno portato ad una definitiva crisi di governo: il premier aveva, infatti, legato la sua sopravvivenza politica proprio al voto di fiducia richiesto sul caso Efsf (Fondo europeo di stabilità finanziaria).

La preoccupazione internazionale delle autorità di Bruxelles per l’esito del voto è stata quindi da subito tangibile finché, con un secondo voto ottenuto dal governo grazie ad un accordo con i partiti d’opposizione su elezioni anticipate, la Slovacchia non ha finalmente approvato il rafforzamento dell’Efsf, consentendo allo strumento di entrare in vigore ed aiutare gli Stati membri ad evitare il default.

La ratifica rappresenta ora il primo passo in vista della risoluzione della crisi del debito sovrano e lascia tirare un sospiro di sollievo a governi europei e mercati finanziari.

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