La seconda fase dello scudo fiscale
Lo Scudo fiscale sta portando buoni risultati. Con 95 miliardi di euro rimpatriati l’Italia è nettamente davanti rispetto ad altri paesi quali ad esempio, Francia, Regno Unito, Argentina e USA. Molti italiani, supportati da professionisti di fiducia e intermediari finanziari capaci che hanno svolto un prezioso ruolo consulenziale, hanno capito che si tratta dell’ultima opportunità per rimpatriare o regolarizzare i capitali all’estero perché dopo, per coloro che decidono (e sono sempre meno) di continuare a detenere illecitamente attività fuori dall’Italia la situazione sarà ancora più difficile.
Le sanzioni sono sempre più pesanti e soprattutto ci sono controlli a tappeto serrati che partono dal tenore di vita (case, auto, viaggi, beni di lusso, barche) con il supporto prezioso di un alleato, la tecnologia. Grazie allo sviluppo costante del mondo informatico è oggi più semplice incrociare le informazioni e scovare gli evasori. In altre parole sarà difficile nascondersi, di questo è bene tenerne conto quando si decide di non approfittare di quest’ultima chiamata.
Il mondo è cambiato, siamo tutti connessi ed è facile, avendo la corretta tecnologia e il giusto potere, accedere alle informazioni. Questo vale per gli investimenti finanziari che sono stati il principale oggetto di questa prima fase dello scudo ter ma anche per gli immobili e le partecipazioni societarie che presumibilmente saranno protagoniste di questo secondo round partito il 16 dicembre e che finirà il 30 aprile 2010.
La fase 2 dello scudo offre una seconda importante opportunità a tutti coloro che, per qualsiasi motivo, non sono riusciti a completare l’operazione nella prima parte.
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