L’Europa corre ai ripari
Quello che stiamo vivendo non è di sicuro un periodo facile per l’economia globale. Le voci sulle difficoltà nei bilanci europei si susseguono e coinvolgono sempre più paesi, molti di essi, compresa l’Italia, stanno facendo i conti con manovre per prevenire disavanzi più o meno forti. Dall’altro lato i mercati si dimostrano estremamente sensibili a timori sulla tenuta dell’Euro. Misure cautelative come la creazione di appositi fondi sono state approntate per assicurarsi la buona tenuta delle istituzioni e dei mercati.
In un primo momento è stata la Grecia a trascinare in basso le borse di tutta Europa. Da pochi giorni invece si parla di un possibile default dell’Ungheria, che si ritrova in una situazione simile, anche se meno chiara rispetto a quella greca, in cui nella transizione da un governo all’altro si sono venuti ad ereditare conti pubblici ritoccati.
Questa situazione preoccupa dato che nelle ultime ore a Lussemburgo è stato dato il via libera ad un rafforzamento di poteri di controllo di Eurostat sui conti pubblici nazionali. Grazie al nuovo regolamento approvato, l’Istituto europeo di statistica potrà inviare suoi esperti per compiere verifiche sulla veridicità dei dati nazionali.
Anche la Francia, del resto, sta correndo ai ripari per non essere declassata dalle influenti agenzie di rating internazionali. L’Inghilterra non è in una facile situazione e rischia di pagare interessi sul debito molto alti. Di recente il primo ministro Cameron ha chiesto pieno supporto, morale prima ed economico poi, da parte degli inglesi. Anche dagli Stati Uniti non provengono notizie esaltanti su di un miglioramento dell’economia. In USA il dato sull’occupazione è migliorato ma manca ancora una vera spinta per la ripresa, sono stati creati 400 mila posti di lavoro ma gran parte di essi richiedono basse qualifiche (es: lavoro in archivi statali).
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