L'orizzonte temporale della fiducia

Pubblicato il 8.08.2010

Dare fiducia conviene? Non è che magari trovo un furbo che sa conquistare la mia fiducia e poi la tradisce? Ebbene, se l’orizzonte temporale del consulente è il lungo periodo, tradire la fiducia non sarebbe conveniente innanzitutto per lui, e quindi conviene scommettere sulla fiducia. Se invece il suo orizzonte è il breve, meglio non fidarsi. Abbiamo usato il termine conveniente, anziché onesto, perché, al di là di considerazioni etiche, tradire la fiducia in relazioni di lungo periodo è soprattutto stupido.

Nelle relazioni di lungo periodo, infatti, o si producono vantaggi reciproci oppure si arriva comunque a una situazione di stupidità. Perché i cosiddetti furbi in realtà, nel tempo, diventano degli stupidi, ovvero producono svantaggi anche a se stessi (io posso imbrogliare i miei clienti, ma poiché prima o poi se ne accorgeranno alla fine otterrò soltanto di perderli, cioè avrò procurato un danno, oltre che a loro, anche a me stesso).

Ecco perché se il risparmiatore è sicuro che il consulente abbia un orizzonte temporale di lungo periodo (e che lavori in una società che nei fatti lo metta in condizione di agire secondo quest’ottica), se pensa che abbia interesse a rimanergli accanto per molto tempo, conviene avere fiducia: non per ingenuità, ma perché costa molto meno che non averla in termini di tempo, denaro, ansie, mal di testa, sospetti.

E se per caso verrà tradita, tra l’altro, questo accadrà una sola volta (sbagliare è comunque umano, ma questo è un altro discorso).

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