Mary Poppins e la riserva frazionaria

Pubblicato il 16.16.2010

Quanti ricordi Mary Poppins! Solo leggendo il nome vi sarà venuta in mente la canzoncina “basta un poco di zucchero e la pillola va giù”, molto adatta a questi tempi di crisi economica. Ma non è per questo che oggi citiamo il film con la baby sitter che avremmo sempre desiderato da piccoli.

Vi proponiamo una scena molto meno nota, ma che spiega in buona sostanza il principio su cui si regge la cessione del credito da parte delle banche, è il principio della riserva frazionaria.

In origine le monete possedevano un valore intrinseco per il materiale di cui erano fatte. Risultava però molto scomodo per gli uomini d’affari girare con tutto quel metallo prezioso e decisero di depositarlo nelle banche a fronte di titoli che rappresentavano quelle somme.

I banchieri si accorsero che con questo sistema solo la minima parte del denaro depositato veniva ritirata perchè i titoli venivano usati come strumento di pagamento. Decisero allora di utilizzare i depositi per concedere prestiti e finanziamenti tenendo solo piccola parte del denaro affidatogli dai clienti.

Questo meccanismo è ancora oggi alla base della riserva frazionaria: la percentuale dei depositi bancari che per legge la banca è tenuta a detenere sotto forma di contanti o di attività facilmente liquidabili. Tale riserva è l’insieme delle poste contabili che, in percentuale rispetto ai depositi, un istituto di credito non può erogare.

Cosa c’entra Mary Poppins? Questa scena mostra l’eventualità, improbabile ma non impossibile, che i correntisti vogliano in massa ritirare il proprio denaro causando il fallimento della banca.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=nFpdmKwJVEQ]

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Un commento a “Mary Poppins e la riserva frazionaria”

  1. Hires ha detto:

    Ma come prestano i soldi le banche?
    http://signoraggioinformazionecorretta.blogspot.com/2010/03/ma-come-prestano-i-soldi-le-banche.html

    Le cose non sembrano stare esattamente come dice questo articolo.
    In particolare, riguardo ciò che si paventa ossia che
    “se i correntisti volessero indietro tutti insieme i loro soldi, la banca non potrebbe soddisfare le loro richieste e dovrebbe dichiarare fallimento”
    Ho un parere diverso, o meglio, una precisazione da fare. In particolare, la banca è vero che non ha liquidità, ma ha una serie di crediti (prestiti erogati). Se ha erogato tali prestiti esigendo adeguate garanzie, non avrà problemi a cartolarizzarli e rivenderli sul mercato ottenendo la liquidità che le serve per rimborsare i correntisti. Se invece ha fatto del credito “facile” potrà in effetti incontrare problemi nella cartolarizzazione dei propri crediti.
    In realtà se la banca ha fatto un “buon credito” sarà impossibile che la banca perda la fiducia dei correntisti, che quindi non avranno alcun motivo di correre agli sportelli a ritirare i soldi.
    Ossia la causa del default non è “il sistema a riserva frazionaria”, ma l’uso che ne ha fatto la banca.

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