Non siamo prevedibili come gli economisti pensano
Se l’economia fosse prevedibile come le condizioni metereologiche allora non solo gli economisti avrebbero fallito nell’osservare fuori dalla finestra durante la crisi finanziaria, ma avrebbero anche detto alle persone di uscire senza l’ombrello quando la tempesta era vicina.
Questo è il messaggio di David Orrel, un matematico canadese e autore di un ottimo libro appena uscito “Economyths: Ten ways economics gets it wrong”.
“Ci sono stati molti fattori che hanno influito sulla crisi, ma la teoria economica ha giocato sicuramente un ruolo molto forte, dato che essa ha rappresentato il background culturale per la deregolamentazione” – ha detto Orrel in un’intervista.
Usare i dati storici per prevedere gli eventi futuri è una cosa giusta da fare, ma i modelli economici prima e durante la crisi hanno fallito nel prevedere le bolle. Oltre questo fatto gli economisti non solo hanno ignorato i rischi ma hanno incoraggiato i mercati a continuare verso quella direzione avvalendosi della deregolamentazione selvaggia.
Secondo Orrel, infatti, “l’economia non è una vera e propria scienza. E’ un’idealizzazione del comportamento umano”, “l’idea di generalizzare e definire le persone come razionali è oltremodo sbagliata”. C’è quindi una critica molto forte ai modelli tradizionali che sostengono che le persone si comporteranno in un modo generalmente prevedibile quando sottoposte a una serie di stimoli, ciò che Adam Smith definiva come “la mano invisibile”. Questo è un concetto chiaramente molto antiquato di economia, ma gli economisti sono riusciti a portarlo avanti pensando “Ok, la mano invisibile non sarà il 100% ma possiamo sempre ignorare le piccole deviazioni!”.
L’economia purtroppo è sempre stata molto diversa dalle altre scienze sociali perché si è basata sulla matematica, ma questo è dovuto al fatto che per gli stessi economisti è una strada necessaria per emergere nel loro settore quella di elaborare teorie basate su modelli matematici. In questo senso il cambiamento in questo tipo di disciplina dovrebbe venire dall’esterno, da qualcuno che non ha molto da perdere.
Orrel dichiara che se fosse nei panni degli economisti attuali incoraggerebbe in modo più netto le misure di regolamentazione dei mercati. E cercherebbe di portare le persone verso altri campi della scienza come l’antropologia, la sociologia, la psicologia per aiutare a costruire una prospettiva più ampia.
Orrel non è il primo a inserirsi in questa corrente di pensiero, altri importanti passi in avanti sono stati recentemente compiuti da Nassim Taleb, nel suo celeberrimo libro “Il Cigno Nero” di cui abbiamo precedentemente parlato.
Related posts:
Ti è piaciuto questo articolo e vuoi restare sempre aggiornato? Iscriviti alla Newsletter










