Pillole di saggezza finanziaria: Francesco Guicciardini
“Non consiste tanto la prudenza della economia nel sapersi guardare dalle spese, perché sono molte volte necessarie, quanto in sapere spendere con vantaggio.”
(Francesco Guicciardini)
Francesco Guicciardini è stato uno storico, uomo politico e pensatore italiano. Nacque a Firenze in una importante famiglia mercantile. Dopo la laurea in diritto civile presso l’Università di Pisa, ha iniziato una pratica di successo con clienti provenienti da importanti famiglie fiorentine, organizzazioni mercantili, e gli ordini monastici. Nel 1508 sposò Maria Salviati, che gli diede sette figlie. Ricevette il suo primo incarico politico, quello importante di ambasciatore in Spagna, alla tenera età di 28 anni. Dopo il ritorno al potere dei Medici di Firenze e l’elevazione al soglio pontificio del cardinale Giovanni de Medici col nome di Leone X, Guicciardini fu richiamato a casa nel 1514. Due anni dopo fu nominato governatore di Modena, iniziando una carriera al servizio della Chiesa che durò fino al trionfo delle forze imperiali in Italia e l’occupazione di Roma da parte delle truppe di Carlo V nel 1527.
Sotto Papa Clemente VII, suo amico, il potere di Guicciardini in Romagna fu molto esteso. Guicciardini fu un governatore capace, ristabilì risolutamente l’ordine e istituì riforme fiscali e un programma di opere pubbliche. Ha giocato un ruolo chiave nella formazione del movimento anti-imperiale Lega di Cognac nel 1526. La terza e ultima Repubblica Fiorentina lo ha condannato in contumacia per accuse inventate nel 1530, poco prima che cadesse.
Come il suo amico Niccolò Machiavelli, scrisse le sue opere più importanti in un periodo di disgrazia politica. Il capolavoro del Guicciardini, Storia d’Italia è stato scritto tra il 1537-1540 e fu pubblicato nel 1561. L’opera riscosse un grande successo, diffondendosi in tutta Europa con le sue traduzioni.
La Storia d’Italia è stata una storia non solo d’Italia ma d’Europa. L’abilità di Guicciardini consisteva nel mettere in relazione la complessità dei movimenti politici in molti Stati, nella sua obiettività e anche nell’analisi degli eventi a cui aveva partecipato direttamente. Inoltre è stato capace di combinare un’ ampiezza di prospettiva con sagaci intuizioni psicologiche sui fautori della storia del tempo. Nei “Ricordi” Guicciardini non riesce a fare la netta distinzione tra moralità pubblica e privata fatta da Machiavelli, ma combina sagace osservazione personale con frammentaria analisi politica.
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