Ra(f)ting all’italiana

Pubblicato il 26.26.2011

Ra(f)ting all'italianaStandard&Poor’s, una delle principali agenzie di rating mondiali, ha deciso di tagliare il rating sul debito sovrano dell’italia, abbassandone la categoria da A+ ad A: questo significa che il nostro Paese è ora ritenuto meno affidabile in relazione alle sue capacità di ripresa.

«Il declassamento» ha spiegato con un comunicato l’agenzia «riflette la nostra visione di prospettive di crescita indebolita», anche a causa della «fragile coalizione di governo e delle differenze politiche all’interno del Parlamento, che continueranno probabilmente a limitare l’abilità dell’esecutivo a rispondere con decisione a un contesto macroeconomico interno ed esterno difficile».

Per questa stessa ragione, anche l’outlook – ossia la previsione di tendenza futura – è stato valutato negativamente.

Secondo Standard&Poors, in questo momento, il rating italiano sarebbe inferiore persino a quello spagnolo, ma è un’opinione non condivisa, ad esempio, da Moody’s, altra grande agenzia di valutazione, che in questi giorni ha comunque espresso le proprie perplessità sull’efficacia delle misure approvate dall’ultima manovra finanziaria.

Un dato è certo: sembra che l’Italia si trovi a dover risolvere la crisi interna e l’aumento del debito pubblico nel bel mezzo delle pericolose discese dell’economia europea e mondiale e con la sfiducia delle agenzie di valutazione internazionali. Un rafting per migliorare il rating.

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