Spread in caduta libera?
All’indomani dell’insediamento del nuovo governo, nelle reazioni dei mercati finanziari non si erano registrati particolari segnali di fiducia nei confronti dell’esecutivo tecnico.
Ma sarebbe stato forse poco serio, o ciecamente ottimistico, aspettarsi un’immediata reazione positiva, solo sulla base del cambiamento alla guida del Paese, senza prima valutare nel merito i provvedimenti proposti per il risanamento del bilancio pubblico ed il conseguente rilancio dell’economia.
Nell’ultimo mese, invece, dopo l’approvazione della manovra Monti, sembra che i tanto sperati segnali positivi stiano finalmente facendo capolino nel panorama finanziario: per la prima volta da metà dicembre, infatti, lo spread (il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi) è sceso, dopo le prime due settimane di gennaio, sotto quota 465 punti, anche per effetto del buon esito dell’asta dei Bot (con rendimenti al 2,7%) e di quella dei Btp (i Buoni del tesoro pluriennali), venduti per l’intero importo massimo previsto di 4,75 miliardi di euro (con rendimenti più bassi rispetto a quelli di fine dicembre). Segno, per l’Italia, della progressiva riacquisizione di fiducia da parte dei mercati.
I primi segnali lasciano comunque ben sperare che il rilancio dell’economia si stia finalmente concretizzando, facendo lentamente diminuire anche l’antipatia nei confronti dell’agguerrito spread!
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