Svelata la lettera della Bce
Aveva destato molto scalpore, quest’estate, la scelta del Governo di non rendere pubblico il contenuto del documento recapitatogli dalla Bce (la Banca Centrale Europea) il 5 agosto, a seguito del quale il Consiglio dei Ministri si era riunito per apportare le prime modifiche urgenti alla manovra già approvata in tempo record nel mese di luglio.
Intercettata e pubblicata dal Corriere della Sera, la lettera, firmata dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, e dal Presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, invitava il Premier italiano ad intraprendere le misure riformistiche necessarie affinché il pareggio di bilancio fosse anticipato dal 2014 al 2013 ed il deficit pubblico raggiungesse l’1% del prodotto interno lordo già nel 2012, in maniera tale da «rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali» e da «ristabilire la fiducia degli investitori».
Un messaggio preciso, espresso con parole chiare e dure, che dava anche alcune indicazioni sui provvedimenti da avviare: rendere più severi i criteri per ottenere le pensioni di anzianità, allungare l’età pensionabile delle donne nel settore privato, ridurre il costo degli impiegati pubblici, rivedere le norme sulle assunzioni e sui licenziamenti, liberalizzare gli ordini professionali e i servizi pubblici locali, abolire o consolidare alcuni livelli amministrativi intermedi, come, ad esempio, le Province.
Nonostante molte delle indicazioni abbiano trovato effettivamente spazio nella manovra definitivamente approvata nel mese di settembre, per il momento il rating dell’Italia è stato declassato dalla Standard and Poor’s e lo spread (il differenziale di rendimento tra i nostri Btp ed i Bund tedeschi) non è molto diverso da quello di agosto.
L’attesa, quindi, è che la situazione migliori nelle prossime settimane.
Related posts:
Ti è piaciuto questo articolo e vuoi restare sempre aggiornato? Iscriviti alla Newsletter










