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		<title>Henry Ford e la maschera del denaro</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[2. Finanza in Pillole]]></category>
		<category><![CDATA[citazione]]></category>
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		<category><![CDATA[educazione finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[henry ford]]></category>

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		<description><![CDATA[Il denaro non cambia gli uomini, li smaschera solamente. 
Se un uomo è egoista, arrogante o arido per natura,
 il denaro lo mette in evidenza, ecco tutto.
Henry Ford
Cofondatore della Ford Motor Company, tutt’oggi una delle maggiori società del settore automobilistico negli Stati Uniti e nel mondo, il famoso imprenditore Henry Ford nacque nel 1863 da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong><em><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/ford.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3745" title="Henry Ford e la maschera del denaro" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/ford.jpg" alt="Henry Ford e la maschera del denaro" width="151" height="150" /></a>Il denaro non cambia gli uomini, li smaschera solamente. </em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Se un uomo è egoista, arrogante o arido per natura,</em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em> il denaro lo mette in evidenza, ecco tutto.</em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Henry Ford</strong></p>
<p>Cofondatore della <em>Ford Motor Company</em>, tutt’oggi una delle maggiori società del settore automobilistico negli Stati Uniti e nel mondo, il famoso imprenditore Henry Ford nacque nel 1863 da agricoltori di origine irlandese e a 25 anni fu assunto dalla società elettrica di Thomas Alva Edison, inventore della lampadina.</p>
<p>Ambizioso e provvisto di spirito d’iniziativa, nel tempo libero fu in grado di costruire, nel garage della propria casa, il prototipo di un&#8217;automobile con il motore a combustione interna (inventato qualche anno prima da Carl Benz e Gottlieb Daimler).</p>
<p>Lasciò il lavoro nel 1899 per essere assunto come ingegnere capo nella <em>Detroit Automobile Company</em>, che solo tre anni dopo abbandonò per fondare lui stesso la <em>Ford Motor Company</em>, dove introdusse la famosa ‘catena di montaggio’ per ridurre i tempi di lavorazione e, di conseguenza, i prezzi dei prodotti finiti.</p>
<p>Dotato di irresistibile ironia, era famoso per i suoi aforismi (noto ancora oggi è il suo ‘<em>Qual che non c’è non si rompe</em>’, riferito al legame tra semplicità e robustezza delle autovetture prodotte dalla sua compagnia, come anche l’antitetico motto “o<em>gni cliente può ottenere una Ford T colorata di qualunque colore desideri, purché sia nero”</em>, relativo alla prima auto ‘targata’ Ford prodotta su larga scala, semplice ed economica, ma disponibile solo in nero).</p>
<p>Uomo di grande determinazione ed intelligenza, non ammetteva che il denaro fosse utilizzato come alibi, all’occorrenza, per giustificare degenerazioni caratteriali o dello spirito: era persuaso, piuttosto, che l’indole umana non potesse essere cambiata da oggetti materiali, il cui possesso o la cui mancanza, può, al massimo, accentuarne i pregi e, soprattutto, i difetti.</p>
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		<title>Crisi greca: Borse in rialzo e spread in calo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 08:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Per capirci qualcosa]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il via libera greco al piano di austerity richiesto dall’Unione europea e volto a garantire la salvezza del Paese dal rischio default, proprio attraverso l’erogazione del nuovo fondo di salvataggio europeo, per un prestito che ammonta a 130 miliardi di euro, gli acquisti dei prodotti nei mercati finanziari del Vecchio continente hanno registrato un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/greece.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3737" title="Crisi greca: Borse in rialzo e spread in calo" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/greece.jpg" alt="Crisi greca: Borse in rialzo e spread in calo" width="210" height="208" /></a>Dopo il via<strong> </strong>libera greco al piano di <em>austerity</em> richiesto dall’Unione europea e volto a garantire la salvezza del Paese dal rischio <em>default</em>, proprio attraverso l’erogazione del nuovo fondo di salvataggio europeo, per un prestito che ammonta a 130 miliardi di euro, gli acquisti dei prodotti nei mercati finanziari del Vecchio continente hanno registrato un aumento, soprattutto per quanto riguarda il comparto delle materie prime (+1,36%).</p>
<p>Le proteste e gli scontri violenti avvenuti ad Atene, nella famosa piazza Syntagma, sede del Parlamento greco, all’indomani della decisione del governo tecnico (che prevede, tra l’altro, la riduzione del 20% del salario minimo garantito; tagli a pensioni, ospedali, difesa, autonomie locali; vendita delle quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria), non hanno quindi, in generale, influito negativamente sulle Borse, facendo anzi intraprendere loro la via del rialzo: Londra +0,8%, Francoforte +0,54% e Parigi +0,16%.</p>
<p>E il dato positivo non riguarda solo l’Europa, se il Dow Jones ha registrato un +0,57 %, Tokyo un +0,58%, il Nasdaq un +0,95% e la <em>Apple</em> ha superato i 500 dollari ad azione. In calo anche lo <em>spread</em> tra i Btp italiani e i Bund tedeschi a 10 anni.</p>
<p>Ma secondo il Ministro dell&#8217;Economia tedesco, Philipp Roesler, il voto del Parlamento ateniese ha rappresentato solamente un piccolo passo verso la giusta direzione, non ancora sufficiente a giustificare l’ingente somma che sarà versata per risanare le casse del bilancio di Stato greco, per il quale si auspicano altri interventi interni, come sottolineato anche dalla cancelliera Angela Merkel, che ha dichiarato: &#8220;<em>Buona volontà, ma servono riforme strutturali per la competitività”. </em></p>
<p>E il governo tecnico, che con l’approvazione del pacchetto d’austerità ha perso la fiducia del Parlamento, avrà solo un mese e mezzo di tempo per pensare ad ulteriori misure per il Paese, che andrà infatti al voto anticipato, nel mese di aprile.</p>
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		<title>Cos&#8217;è il Nasdaq?</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 09:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[2. Finanza in Pillole]]></category>
		<category><![CDATA[3. ABC della finanza]]></category>
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		<description><![CDATA[Quasi sempre menzionato nelle stesse frasi in cui compaiono anche le parole Wall Street e indice Dow Jones, il termine Nasdaq non è di comune comprensione e il suo significato preciso sfugge spesso persino ad alcuni addetti ai lavori.
La sigla N.A.S.D.A.Q. è l’acronimo di ‘National Association of Security Dealers Automated Quotation’, ossia &#8220;Quotazione automatizzata dell’Associazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/nasdaq.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3740" title="Cos'è il Nasdaq?" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/nasdaq.jpg" alt="Cos'è il Nasdaq?" width="151" height="151" /></a>Quasi sempre menzionato nelle stesse frasi in cui compaiono anche le parole Wall Street e indice Dow Jones, il termine Nasdaq non è di comune comprensione e il suo significato preciso sfugge spesso persino ad alcuni addetti ai lavori.</p>
<p>La sigla N.A.S.D.A.Q. è l’acronimo di ‘<em>National Association of Security Dealers Automated Quotation’</em>, ossia &#8220;Quotazione automatizzata dell’Associazione Nazionale degli Operatori in Titoli&#8221;, una macchinosa espressione che indica il primo esempio al mondo di una forma totalmente innovativa di Borsa (ormai quasi trentenne, ma in soluzione di continuità con la concezione tradizionale), consistente nel mercato borsistico elettronico, interamente costituito da una rete di computer e comprendente pressoché tutte le società operanti nel settore della <em>New Economy.</em></p>
<p>Istituito a New York il 5 febbraio 1971, il nuovo gruppo borsistico, con sede a <em>Times Square</em>, è tuttora l&#8217;indice dei principali titoli tecnologici della borsa americana (con società come Microsoft, IBM, Yahoo, Apple).</p>
<p>L’indice è partito tre giorni dopo la sua creazione con un valore iniziale di 100 punti ed è stato caratterizzato agli inizi da una forte volatilità (ossia di un’elevata variabilità dei prezzi nel tempo), mentre ha raggiunto il massimo storico di 5132 punti nel marzo del 2000, grazie al <em>boom</em> delle nuove tecnologie.</p>
<p>Punto di riferimento mondiale tra i mercati della <em>New Economy</em>, il Nasdaq è un valido  parametro per le previsioni cicliche di borsa: l’Europa, in particolare, risente, in maniera cospicua dei movimenti del nuovo mercato americano, il cui andamento, grazie alla globalizzazione dei mercati, influenza, infatti, anche le sorti dei comparti tecnologici europei.</p>
<p>Controllando, dunque, le fluttuazioni del Nasdaq, gli analisti finanziari possono desumere immediatamente un’anticipazione di quanto avverrà nel Vecchio Continente in capo a un paio d’anni in tutti i settori tecnologici che lo compongono, e valutare di conseguenza le diverse possibilità di investimento.</p>
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		<title>Yuan in cima al Big Ben!</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 08:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La capitale Britannica sembra aver compreso le opportunità offerte dagli investimenti nella moneta cinese, lo yuan (altrimenti detto renminbi), e pare non volersele fare scappare: la Borsa di Londra, infatti, sta diventando il più grande e unico centro offshore fuori dal continente asiatico, per gli scambi in questa valuta.
La Cina, d’altro canto, sente di poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/yuan-renminbi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3733" title="Yuan in cima al Big Ben!" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/yuan-renminbi.jpg" alt="Yuan in cima al Big Ben!" width="153" height="153" /></a>La capitale Britannica sembra aver compreso le opportunità offerte dagli investimenti nella moneta cinese, lo <em>yuan</em> (altrimenti detto <em>renminbi</em>), e pare non volersele fare scappare: la Borsa di Londra, infatti, sta diventando il più grande e unico centro <em>offshore </em>fuori dal continente asiatico, per gli scambi in questa valuta.</p>
<p>La Cina, d’altro canto, sente di poter sfruttare anche a proprio favore l’iniziativa, dal momento che sta cercando di rendere lo yuan una valuta internazionale, che possa essere considerato e scelto come riserva nazionale, nei mercati finanziari di Oriente e Occidente, al pari dell’euro e del dollaro.</p>
<p>La relazione con la Borsa di Londra è stata da molti interpretata, quindi, come un segnale della volontà di Pechino di iniziare ad allentare la stretta sulle oscillazioni della valuta e sui flussi di capitale in uscita, dando alla moneta maggiore convertibilità.</p>
<p>Se questo obiettivo venisse effettivamente raggiunto, la Borsa inglese potrebbe accumulare ricavi ulteriori per addirittura un miliardo di sterline, secondo una stima effettuata dal quotidiano francese <em>Les Echos, </em>con benefici effetti anche dal punto di vista del prestigio e della buona reputazione dinanzi ai mercati internazionali.</p>
<p>Per cercare di rendere maggiormente concreta questa operazione ‘congiunta’, riuscendo ad ottenerne al più presto i frutti, Londra ed Hong Kong hanno attivato anche un <em>forum</em>, rivolto ad investitori privati, per agevolare investimenti, proporre prodotti finanziari, studiare possibilità di scambio.</p>
<p>Intanto, ad Hong Kong, gli scambi in valuta cinese hanno già dimostrato di essere piuttosto vantaggiosi, se si pensa che in meno di due anni i depositi sono arrivati a 60 miliardi di sterline, mentre gli scambi chiusi in valuta locale sono passati dall’1 al 10% del totale in appena un anno e mezzo.</p>
<p>E chissà che l’Europa intera non trovi proprio in questa risorsa lo spiraglio giusto per emergere dalla crisi e tornare a far fiorire la propria economia finanziaria.</p>
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		<title>Apple spicca il volo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono trascorsi appena quattro mesi dalla morte del suo fondatore e amministratore delegato, Steve Jobs, e soltanto in questo lasso temporale, Apple, la famosissima azienda HIGH-TECH di Cupertino, ha visto crescere il proprio valore in Borsa di ben 115 miliardi (una cifra che, da sola, potrebbe sistemare i conti della Grecia per risolverne l’emergenza crisi!).
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/apple-jobs.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3729" title="Apple spicca il volo" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/apple-jobs.jpg" alt="Apple spicca il volo" width="161" height="161" /></a>Sono trascorsi appena quattro mesi dalla morte del suo fondatore e amministratore delegato, Steve Jobs, e soltanto in questo lasso temporale, <strong><em>Apple</em></strong>, la famosissima azienda HIGH-TECH di Cupertino, ha visto <strong>crescere il proprio valore in Borsa di ben 115 miliardi </strong>(una cifra che, da sola, potrebbe sistemare i conti della Grecia per risolverne l’emergenza crisi!).</p>
<p>La capitalizzazione della società ha superato, infatti, per la prima volta, i 468 miliardi di dollari, con oltre 500 dollari per azione, assestandosi così a pochi passi dal Pil della ventesima potenza economica mondiale, il Belgio (fermo a 472 miliardi di dollari), e lasciandosi alle spalle la compagnia petrolifera Exxon (ferma ad una capitalizzazione di 402 miliardi), con cui da circa un anno conduce un ‘testa a testa’ per la <em>leadership</em> nei mercati finanziari. Perfino il Ftse Mib di Piazza Affari vale, in dollari, circa la metà (255 miliardi).</p>
<p>Possono, dunque, dirsi tranquillizzati gli scettici animi di quanti ad ottobre temevano che la morte di chi ha tanto caratterizzato, con il proprio volto e la propria carismatica personalità, l’azienda statunitense, avrebbe comportato effetti negativi irreversibili sul valore di mercato di <em>Apple</em>, che ha invece, a dispetto di ogni previsione, subito un incremento del 32% (passando da 353 a 468 miliardi di dollari). Si tratta di dati sorprendenti che, se mantenuti costanti, farebbero registrare nel corso dell’intero anno addirittura una progressione del 116%.</p>
<p>E se si considera che, all’indomani della scomparsa, alla borsa di Francoforte le azioni della <em>Apple</em> avevano effettivamente subito un calo del 3,7%, i numeri della ripresa risultano ancora più clamorosi, ma perfettamente in linea con la filosofia di determinata ambizione tipica del <em>brand</em> e ben riassunta nell’ormai celebre motto ‘<em>Stay hungry, stay foolish</em>’<em>, </em>alla quale <em>Apple</em> ha dimostrato di rendere efficacemente onore, con buona pace degli investitori catastrofisti e per l’orgoglio del suo stesso fondatore.</p>
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		<title>Educazione finanziaria: che cos’è il TOL?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 15:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’acronimo TOL indica il ‘trading online’, ossia l’attività che permette di acquistare e rivendere prodotti finanziari (come azioni, derivati, titoli di Stato, obbligazioni, future, ecc.), per guadagnare sulle differenze di prezzo  tra il costo d’acquisto e quello di vendita, direttamente e comodamente dal proprio pc.
Arrivata in Italia nel 1999, dopo che il &#8220;Nuovo Regolamento Consob [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/tol.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3725" title="Educazione finanziaria: che cos’è il TOL?" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/tol.jpg" alt="Educazione finanziaria: che cos’è il TOL?" width="161" height="161" /></a>L’acronimo TOL indica il ‘<em>trading online’</em>, ossia l’attività che permette di acquistare e rivendere prodotti finanziari (come azioni, derivati, titoli di Stato, obbligazioni, <em>future</em>, ecc.), per guadagnare sulle differenze di prezzo  tra il costo d’acquisto e quello di vendita, direttamente e comodamente dal proprio pc.</p>
<p>Arrivata in Italia nel 1999, dopo che il &#8220;<em>Nuovo Regolamento Consob di attivazione del Testo Unico dei mercati finanziari</em>&#8221; ne ha regolamentato le dinamiche, la pratica del <em>trading online</em> è uno strumento poco costoso (prevedendo commissioni basse) e di facile accesso (consentendo di tenere sott’occhio in tempo reale il ‘preborsa’, l&#8217;apertura e la chiusura dei mercati, l&#8217;<em>afterhours</em> per i titoli azionari), ma non particolarmente sicuro per investire il proprio denaro in Borsa: se il prodotto finanziario che si è acquistato per poi rivenderlo, infatti, perde valore, il rischio di rimetterci anziché guadagnarci diventa concreta realtà.</p>
<p>Per questa ragione, molti <em>trader</em> si avvalgono di analisi utili a vagliare con oculatezza le proprie ipotesi di investimento (se, cosa e quando acquistare e vendere), come l&#8217;analisi tecnica (che definisce la ‘volatilità’ – ossia la percentuale di variazione dei prezzi dei prodotti finanziari) o l&#8217;analisi fondamentale (che definisce se un prodotto risulta ‘<em>sovravenduto’</em> o ‘<em>sovracomprato’</em> – ossia venduto o comprato ad un valore superiore a quello del reale prezzo di mercato).</p>
<p>Anche se può sembrare allettante l’idea di giocare in Borsa autonomamente e con dei semplici click, non bisogna mai trascurare di tenere in debita considerazione il forte rischio di perdere il proprio capitale: per gli investitori non professionisti, quindi, è sempre bene affidarsi a chi ha maggiore esperienza per la valutazione degli investimenti da fare, onde evitare di incappare nei pericoli dovuti all’impreparazione e alla mancanza di strumenti teorico-tecnici e pragmatico-esperienziali fondamentali per una fruttuosa destinazione dei propri risparmi.</p>
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		<title>Banche in ripresa: un buon momento per investire?</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[borse in rialzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il comportamento dei mercati internazionali nei confronti dell’Italia e dell’Europa sembra finalmente aver abbandonato lo scetticismo radicale in favore di una maggiore apertura a più ampi margini di fiducia.
Dall’inizio del 2012, infatti, Piazza Affari è salita del 7%, Francoforte del 10%, e addirittura Atene del 12%.
Benché questi rialzi non bastino ancora, da soli, a risanare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/investire-ok.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3721" title="Banche in ripresa: un buon momento per investire?" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/investire-ok.jpg" alt="Banche in ripresa: un buon momento per investire?" width="185" height="185" /></a>Il comportamento dei mercati internazionali nei confronti dell’Italia e dell’Europa sembra finalmente aver abbandonato lo scetticismo radicale in favore di una maggiore apertura a più ampi margini di fiducia.</p>
<p>Dall’inizio del 2012, infatti, Piazza Affari è salita del 7%, Francoforte del 10%, e addirittura Atene del 12%.</p>
<p>Benché questi rialzi non bastino ancora, da soli, a risanare il crollo economico-finanziario avvenuto nel corso dell’anno da poco conclusosi, che ha comportato perdite e debiti cospicui, si tratta però di segnali che rivelano una buona partenza per la ripresa del Vecchio continente.</p>
<p>I grandi investitori cominciano, infatti, a nutrire meno ritrosia nei confronti dei mercati finanziari europei, come è ben sintetizzato nella dichiarazione rilasciata al recente Forum Economico Mondiale di Davos dal Ministro delle Finanze tedesco Wolfang Schaeuble («<em>su Roma sta tornando la fiducia</em>») e come, più concretamente, dimostrano i risultati positivi delle aste dei titoli di Stato italiani delle scorse settimane: investitori internazionali e banche italiane hanno infatti acquistato Bot e Btp per il massimo del valore previsto e con rendimenti in notevole calo.</p>
<p>E, migliorando l’andamento di Btp e Bot da un lato, con un abbassamento progressivo dello <em>spread</em> (il differenziale tra tasso d’interesse sui titoli di Stato italiani e tasso d’interesse su quelli tedeschi) dall’altro, ci si aspetta un grande rimbalzo anche dal settore del credito bancario, fortemente legato proprio allo <em>spread</em>.</p>
<p>D’altra parte, le banche, che stanno in generale registrando un miglioramento medio del 15-25% rispetto all’inizio dell’anno e  del 30% circa rispetto ai minimi storici del 9 gennaio, sono destinate a beneficiare ulteriormente della situazione, grazie ad altri aiuti finanziari in arrivo a febbraio dalla Banca centrale europea.</p>
<p>In un panorama in cui l’euro continua ad essere abbastanza debole, quindi, la ripresa delle banche potrebbe innescare invece un circolo virtuoso in grado di coinvolgere positivamente le prospettive economiche di tutta l’Europa, trainandone i listini e rendendo le conseguenze della recessione meno preoccupanti del previsto.</p>
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		<title>Facebook… si quota!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stando alle dichiarazioni del suo giovane fondatore e attuale CEO, Mark Zuckerberg,  “Facebook non è stato creato per essere una società. È stato costruito per compiere una missione sociale &#8211; rendere il mondo più aperto e connesso.”
Eppure, il più famoso social network al mondo, oggi una società lo è proprio, e con un signor fatturato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/facebook.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3717" title="Facebook… si quota!" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/facebook.jpg" alt="Facebook… si quota!" width="172" height="171" /></a>Stando alle dichiarazioni del suo giovane fondatore e attuale CEO, Mark Zuckerberg,  “<em>Facebook non è stato creato per essere una società. È stato costruito per compiere una missione sociale &#8211; rendere il mondo più aperto e connesso.</em>”</p>
<p>Eppure, il più famoso <em>social network</em> al mondo, oggi una società lo è proprio, e con un signor fatturato, tanto da decidere di quotarsi in borsa.</p>
<p>È questa la notizia che ha fatto velocemente il giro del globo, grazie alla cosiddetta IPO (<em>Initial Public Offering </em>­- Offerta pubblica iniziale), avviata dallo stesso Zuckerberg e dai suoi più fidati collaboratori, con una lettera rivolta ai possibili investitori, affinché decidano di acquistare le azioni di Facebook, sposandone la filosofia socio-economica che, sempre secondo il suo fondatore, gravita attorno alla premiazione del talento, dell’innovazione e del merito.</p>
<p>Ecco allora alcune cose, segnalate da <em>The Guardian</em>, da sapere assolutamente circa l’ingresso di Facebook in Borsa:</p>
<p>-          entrare nel mercato azionario consentirà all’azienda di raccogliere una ricca somma di denaro da investire e spendere per crescere (come fece a suo tempo Google, acquisendo altre società, tra le quali YouTube, divenute di vitale importanza): gli investimenti più probabili sono nel mondo <em>mobile</em> (ogni giorno sono infatti moltissimi gli utenti che  accedono al celebre <em>social network</em> da <em>tablet</em> e <em>smartphone</em>);</p>
<p>-          dopo la quotazione in borsa, Facebook dovrà riuscire a coniugare le esigenze di sicurezza e profitto a breve termine dei propri azionisti con lo spirito innovativo che la caratterizza sin dalla nascita e che, per essere efficace, necessita anche di una buona predisposizione ad accettare i rischi, rimandando eventualmente i guadagni a prospettive più a lungo termine;</p>
<p>-          la società punta ad una valutazione tra i 75 e i 100 miliardi di dollari: la più grande Ipo del secolo;</p>
<p>-          per gli utenti del <em>social network</em> (arrivati ormai ad essere 800 milioni in tutto il mondo) non cambierà sostanzialmente nulla, ma probabilmente aumenteranno le inserzioni pubblicitarie (soprattutto quelle degli investitori con attività commerciali).</p>
<p>Resta il fatto che sin qui Facebook non ha sbagliato un colpo, riuscendo a collezionare solo successi: non è difficile prevedere, dunque, che anche l’esperienza in Borsa risulterà vincente.</p>
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		<title>Inflazione? Ora conta anche l’HIGH-TECH!</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 13:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Per capirci qualcosa]]></category>
		<category><![CDATA[2. Finanza in Pillole]]></category>
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		<description><![CDATA[L’inflazione indica, in campo economico-finanziario, un generale e continuo aumento dei prezzi di beni e servizi, registrato in un determinato lasso di tempo: tale aumento provoca un abbassamento del potere d&#8217;acquisto, perché, a parità di disponibilità di denaro, si è in grado di acquistarvi un numero inferiore di prodotti.
Per calcolare il tasso di inflazione di un certo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/inflazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3713" title="Inflazione? Ora conta anche l’HIGH-TECH!" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/inflazione.jpg" alt="Inflazione? Ora conta anche l’HIGH-TECH!" width="164" height="164" /></a>L’inflazione</em> indica, in campo economico-finanziario, un generale e continuo aumento dei prezzi di beni e servizi, registrato in un determinato lasso di tempo: tale aumento provoca un abbassamento del potere d&#8217;acquisto, perché, a parità di disponibilità di denaro, si è in grado di acquistarvi un numero inferiore di prodotti.</p>
<p>Per calcolare il tasso di inflazione di un certo periodo, si determina un ‘paniere’, ossia un insieme di prodotti e servizi che ben rappresentano i consumi medi delle famiglie in quel dato momento storico (selezionando la marca più venduta per ogni bene), si costruisce il ‘campione dei prezzi rilevati’ (attualmente in circa 42.000 negozi scelti in 84 capoluoghi di provincia) e si calcola l’indice (in base alla differenza dei prezzi al consumo che viene registrata nel tempo).</p>
<p>La notizia diffusa negli ultimi giorni, in questo ambito, riguarda l’ingresso di nuovi prodotti nel paniere Istat 2012, composto complessivamente da 1.398 beni, divisi in 597 gruppi rappresentativi di alcune categorie (come, ad esempio, l’abbigliamento, il cibo, l’energia elettrica, i computer, ecc…).</p>
<p>Le <em>new entry </em>riguardano in particolare il mondo dell’<em>high-tech </em>e delle lotterie: si tratta, infatti,  di beni quali i <em>tablet</em> e gli <em>e-book reader</em>, gli &#8220;<em>All-in-one</em>&#8221; (la tipologia di ‘<em>computer</em> <em>desktop’</em> che riunisce in un unico blocco unità centrale e <em>display</em> ), gli &#8220;<em>Ultrabook</em>&#8221; (la categoria di <em>laptop</em> superleggeri ) e, <em>dulcis in fundo</em>, i gratta-e-vinci.</p>
<p>Come appare evidente, gli aggiornamenti del paniere Istat per il calcolo del tasso d’inflazione nel rivelano in generale anche i cambiamenti nei consumi degli italiani e le variazioni degli usi e costumi sociali: in questo caso, si assiste ad una deriva sempre più tecnologica, al passo con l’innovazione continua dei nuovi <em>media</em>, accanto al desiderio, tipico soprattutto dei momenti di crisi, di affidarsi alla ‘dea bendata’ per far fortuna.</p>
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		<title>Dow Jones: what’s that?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spessissimo presente nei servizi di economia di stampa e telegiornali, il Dow Jones (o, nella sua dicitura completa, il Dow Jones Industrial Average) è il più conosciuto indice della Borsa di New York (il NYSE – New York Stock Exchange), creato per valutare i ritmi di crescita dell’economia statunitense.
Il nome dell’indice deriva da quello del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/dow-jones.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3708" title="Dow Jones: what’s that?" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/dow-jones.jpg" alt="Dow Jones: what’s that?" width="153" height="153" /></a>Spessissimo presente nei servizi di economia di stampa e telegiornali, il <em>Dow Jones</em> (o, nella sua dicitura completa, il <strong><em>Dow Jones Industrial Average</em></strong>) è il più conosciuto <strong>indice della Borsa di New York</strong> (il NYSE – <em>New York Stock Exchange</em>), creato per valutare i ritmi di crescita dell’economia statunitense.</p>
<p>Il nome dell’indice deriva da quello del fondatore del <em>The Wall Street Journal</em>, nonché ideatore dell’analisi tecnica, Charles Dow, che lo mise a punto nel 1884, insieme ad Edward Jones, per <strong>misurare l&#8217;andamento di un portafoglio composto da trenta titoli azionari quotati</strong> (le 30 più grandi imprese industriali americane), in grado però di restituire una panoramica anche più generale dell’andamento del mercato nel suo complesso, in quanto rappresentanti oltre un quinto del valore di tutti i titoli in esso quotati.</p>
<p>In società con Charles Bergstresser, un terzo giovane ambizioso <em>reporter</em> come loro, con cui avevano redatto una <em>newsletter</em> sull’andamento della Borsa, Charles Dow ed Edward Jones crearono la <em>Dow Jones and Company</em>, che tuttora esiste e i cui titoli rappresentano ancora un punto di riferimento nel mondo finanziario.</p>
<p>Mentre il numero di trenta aziende è sempre rimasto fisso, le stesse sono invece cambiate nel tempo, in funzione del variabile andamento dei mercati: in particolare, la scelta delle azioni da includere nel calcolo avviene tutt’oggi a discrezione della redazione del <em>The Wall Street Journal</em>, che si occupa proprio della gestione dell&#8217;indice e che, prima di includere nel prestigioso portafoglio di riferimento le società candidate ad entrarvi, le sottopone ad un’accurata analisi.</p>
<p>Proprio il numero invariato di trenta società ha invece iniziato a rappresentare il limite maggiore imputato da molti analisti finanziari all’indice Dow Jones che, secondo questi, oggi non riuscirebbe più a fornire una sintesi efficace, completa ed esaustiva dell’andamento economico del Paese.</p>
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		<title>Liberalizzazioni e liberismo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È tempo di liberalizzazioni: nelle ultime settimane se ne è sentito parlare molto a causa dei provvedimenti che il governo Monti, da poco insediatosi, sta prendendo per cercare di restituire credibilità all’Italia, ricomponendone il bilancio e rilanciandone l’economia.
Le liberalizzazioni, insieme alla riforma del lavoro, costituiscono proprio il secondo passo del progetto messo in campo dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/liberalizzazioni2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3701" title="Liberalizzazioni e liberismo" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/liberalizzazioni2.jpg" alt="Liberalizzazioni e liberismo" width="139" height="138" /></a>È tempo di liberalizzazioni: nelle ultime settimane se ne è sentito parlare molto a causa dei provvedimenti che il governo Monti, da poco insediatosi, sta prendendo per cercare di restituire credibilità all’Italia, ricomponendone il bilancio e rilanciandone l’economia.</p>
<p>Le liberalizzazioni, insieme alla riforma del lavoro, costituiscono proprio il secondo passo del progetto messo in campo dal nuovo esecutivo, efficacemente soprannominato piano&#8221;Cresci Italia&#8221;.</p>
<p>Ma cosa significa ‘liberalizzare’? E cosa sono concretamente le ‘liberalizzazioni’?</p>
<p>Se in senso stretto, nella sua accezione più squisitamente etimologica, il verbo ‘liberalizzare’ vuol dire ‘rendere libero’, scindere da vincoli precedenti, nell’uso comune, le liberalizzazioni consistono in provvedimenti che adeguano la regolamentazione di un settore economico ai principi del Liberismo, eliminando eventuali limiti esternamente imposti all’esercizio di una determinata attività.</p>
<p>Il Liberismo rappresenta la costola, in campo economico, del Liberalismo, il movimento politico-economico che, sviluppatosi alla fine XVIII secolo, in pieno contesto illuminista, ha rappresentato la concettualizzazione delle aspirazioni della borghesia nei confronti dei privilegi di casta, caratteristici di monarchi e aristocratici, insistendo sui concetti-cardine di libertà, uguaglianza e autonomia individuale.</p>
<p>Sotto il profilo specificamente economico, il Liberismo prevede la libera iniziativa e il libero mercato, limitando l&#8217;intervento dello Stato nell&#8217;economia alla sola costruzione di adeguate infrastrutture (strade, ferrovie, ponti, autostrade, tunnel, in certi casi perfino edifici etc.) in grado di favorire le dinamiche della concorrenza.</p>
<p>Liberalizzare significa quindi rimuovere quei sistemi ‘chiusi’ di autorizzazioni e licenze, ad esempio, in maniera tale da aprire molti settori dell&#8217;economia a nuovi operatori. In questo modo, le liberalizzazioni non solo contribuiscono ad aumentare l&#8217;offerta, ma comportano anche una riduzione dei prezzi, con vantaggi immediati per i consumatori e ad un aumento dell&#8217;occupazione.</p>
<p>Il governo ha deciso di insistere proprio su questo tipo di interventi per provare a sollevare il Paese dalla crisi e la risposta delle Borse, in rialzo, per il momento è stata buona: segno che l’Italia sta progressivamente riacquistando la fiducia dei mercati.</p>
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		<title>Vertice economico UE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuta a Bruxelles la prima riunione del 2012 dei ministri dell’economici dei Paesi dell&#8217;Unione europea, che ha visto rifare il punto su molte delle questioni lasciate in sospeso con la fine del 2011.
Prima su tutte, il caso Italia, messa sotto osservazione dall’Ue e invitata insistentemente sia dal parlamento europeo sia dalla Bce, nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/europe.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3705" title="Vertice economico UE" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/europe.jpg" alt="Vertice economico UE" width="181" height="181" /></a>Si è tenuta a Bruxelles la prima riunione del 2012 dei ministri dell’economici dei Paesi dell&#8217;Unione europea, che ha visto rifare il punto su molte delle questioni lasciate in sospeso con la fine del 2011.</p>
<p>Prima su tutte, il caso Italia, messa sotto osservazione dall’Ue e invitata insistentemente sia dal parlamento europeo sia dalla Bce, nei mesi scorsi, a prendere misure che risanassero i bilanci e tentassero la strada della crescita. Cambiato il governo e intrapresi i primi provvedimenti, il Belpaese ha quindi ora ottenuto l’apprezzamento dei leader economici dell’Eurogruppo, che hanno auspicato per gli interventi sul mercato del lavoro la stessa determinazione dimostrata da Monti sulle liberalizzazioni.</p>
<p>Altro importante punto di confronto – e di incontro –, il nuovo fondo salva-Stati (<em>Efsf &#8211; European Financial Stability Facility</em>) permanente, che andrà a sostituire l&#8217;attuale e che sarà operativo a partire da luglio, per rimanere attivo fino al 2013. Ancora da discutere, però, le cifre del fondo (il cui scopo è quello di andare in soccorso degli Stati dell&#8217;Eurozona temporaneamente in difficoltà economica): aumenta, infatti, il numero di chi vorrebbe fosse incrementato (tra questi il commissario Rehn, il premier Monti, il presidente della Bce Mario Draghi e il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde), mentre rimane resistente all’idea la cancelliera tedesca Angela Merkel, che cede solo sull&#8217;accelerazione dei versamenti in caso di necessità.</p>
<p>Terzo rilevante ordine del giorno, è stato la situazione greca, il cui dossier resta aperto fino a febbraio, termine fissato per un nuovo incontro in cui individuare una soluzione: il problema che vede contrapporsi il governo greco e i suoi creditori riguarda i tassi di interesse dei nuovi bond, per i quali i privati non intendono scendere sotto il 4%, mentre il governo non vuole salire sopra il 3%. L&#8217;Eurogruppo dovrà dunque ottenere che si discuta un tasso tra il 4% e il 3,5%, per raggiungere quanto prima un accordo che consenta l’invio degli aiuti finanziari alla Grecia e scongiuri il default di Atene (che, stando così le cose, a marzo non disporrebbe dei soldi necessari a pagare i bond in scadenza).</p>
<p>Il complessivo quadro di un’intesa ritrovata tra principali leader economici europei, tanto auspicata dai mercati internazionali nei mesi scorsi, sembra finalmente porre le basi per la ripresa dell’Europa. E lascia ben sperare per il prossimo futuro.</p>
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		<title>Denaro: il motore di tutte le cose</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per denaro sarei disposto a fare qualunque cosa, persino una buona azione.
Antoine de Rivarol
Antoine de Rivaroli, sedicente conte di Rivarol (a dispetto delle origini modeste, pretendeva infatti gli fosse riconosciuta la discendenza da una nobile famiglia italiana),  visse dal 1753 al 1801 e fu uno scrittore e giornalista francese del periodo storico probabilmente più fertile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong><em><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/rivarol.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3692" title="Denaro: il motore di tutte le cose" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/rivarol.jpg" alt="Denaro: il motore di tutte le cose" width="152" height="153" /></a>Per denaro sarei disposto a fare qualunque cosa, persino una buona azione.</em><br />
Antoine de Rivarol</strong></p>
<p style="text-align: left;">Antoine de Rivaroli, sedicente conte di Rivarol (a dispetto delle origini modeste, pretendeva infatti gli fosse riconosciuta la discendenza da una nobile famiglia italiana),  visse dal 1753 al 1801 e fu uno scrittore e giornalista francese del periodo storico probabilmente più fertile che, dal punto di vista intellettuale, ci sia mai stato.</p>
<p style="text-align: left;">Conobbe Voltaire e collaborò alla rivista letteraria Mercure de France; fu un grande frequentatore dei salotti francesi, dove spiccava per il suo spirito brillante, sarcastico e polemico, che gli fece sempre guadagnare molte e fiere inimicizie.</p>
<p style="text-align: left;">Fanatico della lingua francese, tentò una traduzione della prima cantica del capolavoro dantesco <em>La Divina Commedia</em>, l’<em>Inferno</em>, senza ottenere, però, il successo sperato.</p>
<p style="text-align: left;">Nel 1778 pubblico invece, con il Cavaliere Louis de Champcenetz, il pamphlet satirico <em>Le Petit Almanach de nos grands hommes </em>(<em>Piccolo almanacco dei grandi uomini del 1788</em>, con sottotitolo <em>Agli dei sconosciuti</em>), che aumentò la sua già nutrita schiera di nemici, di cui andava orgoglioso.</p>
<p style="text-align: left;">Amava firmarsi con vari pseudonimi altisonanti come: «<em>Auteur du Petit dictionnair</em>e» (Autore del Piccolo dizionario), «<em>Comte de Barruel</em>» (Conte di Barruel), «<em>Chevalier de Kermol</em>» (Cavaliere di Kermol), «<em>R.V.R.L.</em>», «<em>Salomon</em>» (Salomone) e, in pieno clima illuminista, sosteneva la possibilità di una morale indipendente da ogni religione.</p>
<p style="text-align: left;">Il suo carattere altero, sarcastico e sfacciatamente privo di ipocrisie emerge anche da questa citazione, che in sé racchiude tutta la capacità che il denaro avrebbe anche di rendere benevolo un animo, almeno apparentemente, insensibile e senza di scrupoli.</p>
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		<title>Investimenti: qualche consiglio su come muoversi</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Per capirci qualcosa]]></category>
		<category><![CDATA[2. Finanza in Pillole]]></category>
		<category><![CDATA[finanza personale]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[investire risparmi]]></category>
		<category><![CDATA[pianificare finanza personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiunque abbia da parte anche solo un piccolo gruzzoletto, frutto dei propri risparmi, non vuole certo perderlo né tenerlo anacronisticamente fermo sotto il materasso, ma desidera forse, piuttosto, trovare il modo per farlo fruttare e crescere nel modo più oculato e sicuro.
Come fare, allora, a conservare e moltiplicare il proprio denaro senza essere per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/investire_risparmi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3689" title="Investimenti: qualche consiglio su come muoversi" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/investire_risparmi.jpg" alt="Investimenti: qualche consiglio su come muoversi" width="149" height="149" /></a>Chiunque abbia da parte anche solo un piccolo gruzzoletto, frutto dei propri risparmi, non vuole certo perderlo né tenerlo anacronisticamente fermo sotto il materasso, ma desidera forse, piuttosto, trovare il modo per farlo fruttare e crescere nel modo più oculato e sicuro.</p>
<p>Come fare, allora, a conservare e moltiplicare il proprio denaro senza essere per questo tacciati di ‘volere la botte piena e la moglie ubriaca’? La soluzione migliore è quella di <strong>investire i risparmi per trarne un qualche profitto</strong>: ma come muoversi con agilità nel <em>mare magnum</em> degli investimenti, se non si hanno particolari esperienza e dimestichezza nel settore finanziario?</p>
<p>Ecco alcuni semplici, ma importanti suggerimenti per provare a guadagnare investendo i propri risparmi:</p>
<p>-    evitare di agire d’impulso, in piena autonomia o affidandosi a persone di dubbia esperienza e capacità;<br />
-    rivolgersi a consulenti finanziari seri, che dimostrino di aver maturato nel campo un buon grado si competenza e affidabilità;<br />
-    informarsi sempre sui prodotti finanziari proposti, valutandone principalmente, grazie all’aiuto di un buon consulente, la ‘sicurezza’ (data dalla garanzia di conservare almeno il capitale investito), il ‘rendimento’ (quanto l’investimento frutterà in termini di interessi), il tasso di ‘rischio’ (connesso alla possibilità che lo strumento finanziario acquisito vari, diminuendolo, il proprio valore nel tempo), la durata dei rendimenti (il tempo necessario perché il capitale investito possa dare i frutti prospettati);<br />
-    diversificare i propri investimenti, per ridurre gli inconvenienti del ‘rischio’ ad essi connesso</p>
<p>E, come in tutto, la prima regola da seguire è comunque il buon senso, affidandosi con giudizio a chi, con la propria esperienza, può darci preziosi consigli su come aggirare la crisi, traendone profitto, e valutando sempre con spirito critico ogni opportunità proposta.</p>
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		<title>Al via le liberalizzazioni: una possibilità di rilancio?</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Per capirci qualcosa]]></category>
		<category><![CDATA[decreto Cresci Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel decreto liberalizzazioni, approvato ed entrato in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il governo Monti prevede alcuni interventi che potrebbero contribuire fattivamente al rilancio dell’economia del Paese, attraverso l’apertura del mercato e l’aumento della concorrenza.
Tali interventi interessano particolarmente farmacie, poste, mondo delle professioni, commercio, trasporti.
Tra i principali punti compresi nel testo del provvedimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/liberalizzazioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3683" title="Al via le liberalizzazioni: una possibilità di rilancio?" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/liberalizzazioni.jpg" alt="Al via le liberalizzazioni: una possibilità di rilancio?" width="154" height="154" /></a>Nel <strong>decreto liberalizzazioni</strong>, approvato ed entrato in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il governo Monti prevede alcuni interventi che potrebbero contribuire fattivamente al rilancio dell’economia del Paese, attraverso l’apertura del mercato e l’aumento della concorrenza.</p>
<p>Tali interventi interessano particolarmente farmacie, poste, mondo delle professioni, commercio, trasporti.</p>
<p>Tra i principali punti compresi nel testo del provvedimento approvato, un importante capitolo riguarda la “promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali”: dal trasporto pubblico ai servizi integrati (esclusa l’acqua, come stabilito dai risultati del referendum dello scorso giugno), quindi, l’Antitrust (il cui potere da decreto potrà essere esercitato direttamente dall’esecutivo) dovrà vigilare che i vari mercati vengano effettivamente liberalizzati.</p>
<p>Ecco le principali novità previste dal decreto, che entreranno in vigore da subito:<br />
•    <strong>Farmacie</strong>: potranno allungare i turni di apertura, praticando anche sconti su tutti i prodotti disponibili. Sentite le Asl e l’Ordine, è prevista la possibilità, per le Regioni, di aprire nuove farmacie nei centri commerciali, nelle stazioni, negli aeroporti. Previsto l’obbligo, per i medici, di aggiungere nelle ricette la dizione &#8220;o farmaco equivalente, se di minor prezzo&#8221;. Per i farmacisti dei Comuni sotto i 1000 abitanti, un  fondo di solidarietà nazionale. Entro 5 mesi potrebbe essere dato il via all’apertura di 5000 nuove farmacie.<br />
•    <strong>Assicurazioni</strong>: sconti sull&#8217;Rc Auto, se si accetta di portare la cosiddetta ‘scatola nera’ a bordo. Gli agenti assicurativi dovranno presentare tre preventivi in aggiunta alla propria polizza. Anche le banche dovranno presentare, oltre al proprio, altri due preventivi per la polizza sulla vita legata ai mutui.<br />
•    <strong>Mondo delle professioni</strong>: abolite tutte le tariffe professionali (dopo la cancellazione delle “minime”, già voluta da Bersani): notai, architetti, avvocati, commercialisti, medici privati, ecc… dovranno concordare in forma scritta il preventivo per la propria prestazione con i clienti, indicando obbligatoriamente anche l&#8217;assicurazione stipulata per gli eventuali danni provocati. 500 posti in più alla tabella notarile.<br />
•    <strong>Consumatori</strong>: previsto la semplificazione delle pratiche burocratiche per la class action (azione di casse), il procedimento che può essere esercitato collettivamente da un gruppo di perone che intendono ottenere il risarcimento per un danno comune subito. Tempi più stringenti, inoltre, per i responsi della Corte d’Appello.<br />
Tra i provvedimenti che vedranno, invece, la luce nei prossimi sei mesi:<br />
•    <strong>Distributori di benzina</strong>: sarà più semplice, per i titolari, trasformare i distributori in self-service e sarà loro possibile acquistare benzina, gasolio o gpl presso rivenditori e grossisti diversi dal marchio che campeggia sull&#8217;impianto.<br />
•    <strong>Trasporti</strong>: nascita della Autorità per le Reti, la nuova Authority dei trasporti, che comporterà anche l’indipendenza della Rete ferroviaria nazionale dalle aziende operanti nel settore, con la conseguente eliminazione dei trattamenti di riguardo per Trenitalia, che sarà invece trattata al pari delle altre società. Taxi: più licenze, nuove modalità per le licenze part-time e criteri per l&#8217;extraterritorialità del servizio; previsto il taxi collettivo, insieme alla flessibilità e alla trasparenza delle tariffe.</p>
<p>Se queste liberalizzazioni daranno effettivamente al Paese la spinta di cui ha bisogno per risollevarsi dalla crisi, sarà da vedere col tempo. Intanto, però, segnali positivi e incoraggianti sono già arrivati dalla Borsa, che sembra aver apprezzato i provvedimenti, e dall’andamento dello spread, da subito in discesa.</p>
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		<title>Una giornata tutta da…investire!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Per capirci qualcosa]]></category>
		<category><![CDATA[azimut btp-day]]></category>
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		<category><![CDATA[educazione finanziaria]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo due mesi fa sembrava una semplice provocazione, lanciata da un libero professionista toscano e invece si è rivelata un’interessante operazione finanziaria: si tratta dell’investimento nei titoli di Stato, in un periodo, come quello attuale, in cui i prezzi e i rendimenti risultano particolarmente vantaggiosi.
Dopo le due giornate efficacemente denominate Btp-Day, tenutesi tra fine novembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/azimut-btp-day.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3679" title="Una giornata tutta da…investire!" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/azimut-btp-day.jpg" alt="Una giornata tutta da…investire!" width="308" height="256" /></a>Solo due mesi fa sembrava una semplice provocazione, lanciata da un<a href="http://iononcicascopiu.it/archives/debito-ci-salvi-chi-puo/" target="_blank"> libero professionista toscano </a>e invece si è rivelata un’interessante operazione finanziaria: si tratta dell’investimento nei titoli di Stato, in un periodo, come quello attuale, in cui i prezzi e i rendimenti risultano particolarmente vantaggiosi.</p>
<p>Dopo le <a href="http://iononcicascopiu.it/archives/btp-day-shopping-finanziario-in-arrivo/" target="_blank">due giornate efficacemente denominate Btp-Day</a>, tenutesi tra fine novembre e metà dicembre, lo scorso 12 gennaio c’è stato anche un altro evento dedicato ai Btp: l’ “Azimut BTP Day”.</p>
<p>Focus dell’evento, svoltosi in oltre 100 agenzie del gruppo e rivolto a tutti gli investitori desiderosi di diversificare il proprio portafoglio, manifestando al contempo fiducia nel futuro del proprio Paese, è stato il fondo Solidity, che investe infatti al 100% in Titoli di Stato italiani (prevalentemente Btp).</p>
<p>Questo fondo offre a chi vi investe il vantaggio di potersi avvalere di un gestore finanziario in grado di seguire costantemente il portafoglio, modificandone la struttura in funzione delle nuove emissioni e degli andamenti di mercato.</p>
<p>“<em>In un’ottica di diversificazione del portafoglio, commenta Pietro Giuliani</em> – Presidente e CEO del Gruppo – <em>il fondo Solidity permette agli investitori che credono nella solidità del sistema Italia di cogliere le opportunità di rendimento offerte dal momento. Siamo stati abituati a considerare l’investimento in Titoli di Stato come un porto sicuro, ma oggi, essendo mutato lo scenario e il concetto di rischio, deve essere preso in considerazione per una parte dei propri investimenti con l’obiettivo di ottenere un rendimento molto alto rispetto al rischio reale che si sta correndo.</em>”</p>
<p>Una buona idea per investire in maniera oculata e fruttuosa i propri risparmi, approfittando dei vantaggiosi rendimenti attuali e contribuendo alla ripresa dell’economia nazionale.</p>
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		<title>Investitori… vincenti!</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2. Finanza in Pillole]]></category>
		<category><![CDATA[azimut]]></category>
		<category><![CDATA[educazione finanziaria]]></category>
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		<category><![CDATA[finanza personale]]></category>
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		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[investire risparmi]]></category>
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		<description><![CDATA[“Stanco di non capire cosa succede?
Stufo di non riuscire ad ottenere quello che vuoi dai tuoi investimenti?
Ti servono idee pratiche e spunti chiari per capire dove mettere i tuoi risparmi?”
Con queste semplici ed efficaci domande si presenta ‘Io voglio vincere’, l’utile guida realizzata da Azimut in collaborazione con Gazzetta dello Sport e indirizzata ai risparmiatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/iovogliovincere.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3669" title="Investitori… vincenti!" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/iovogliovincere.jpg" alt="Investitori… vincenti!" width="181" height="181" /></a>“Stanco di non capire cosa succede?</em></p>
<p><em>Stufo di non riuscire ad ottenere quello che vuoi dai tuoi investimenti?</em></p>
<p><em>Ti servono idee pratiche e spunti chiari per capire dove mettere i tuoi risparmi?”</em></p>
<p>Con queste semplici ed efficaci domande si presenta <em>‘<strong>Io voglio vincere’</strong></em><strong>, l’utile guida realizzata da Azimut </strong>in collaborazione <strong>con Gazzetta dello Sport </strong>e indirizzata ai risparmiatori per fornire spiegazioni e consigli pratici in grado di far fruttare al meglio il proprio denaro con investimenti oculati e vantaggiosi.</p>
<p>Il <em>vademecum</em> di educazione finanziaria, firmato dalle penne di <strong>Paolo Martini</strong> – d<em>irettore Marketing &amp; formazione e responsabile Wealth Management </em>di Azimut<em> </em>– e di <strong>Ruggero Bertelli </strong>–  p<em>rofessore associato di Economia degli Intermediari Finanziari </em>all’Università di Siena –,  utilizza un linguaggio semplice ed accattivante, corredato di oltre 120 immagini, per illustrare i valori dell’investimento, attraverso la metafora dello sport.</p>
<p>A parlare è Mario, nonno supersportivo che racconta al nipote Roberto la propria esperienza: diventato infatti consulente finanziario di successo proprio grazie alla disciplina acquisita con tanti anni di sport, è in grado di dispensare consigli preziosi a chi brancola nel buio della finanza, avvalendosi di esempi mutuati proprio dalla realtà sportiva.</p>
<p>Nel giro di circa tre ore – il tempo necessario alla lettura del libro, uscito in edicola e disponibile ora per il <em>download </em>nella sua versione e-book sulla libreria online Rizzoli (clicca <a href="http://libreriarizzoli.corriere.it/Io-voglio-vincere/7CSsEWcVKBsAAAE0NuopklrE/pc?CatalogCategoryID=pAGsEWcW1fQAAAErE8Udhq_J&amp;Root=eBook">qui</a> per scaricarlo) –, è possibile quindi comprendere meglio quali sono i meccanismi utili per potersi approcciare con successo al mondo degli investimenti… e vincere la crisi!</p>
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		<title>Downgrading: cos’è?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi tempi di diffusa crisi economica anche il lessico quotidiano, complici i servizi giornalistici dedicati alle contingenze del mondo politico-finanziario, sta cambiando, abituandoci a sentire parole a cui non eravamo particolarmente adusi fino a pochi mesi fa.
Per comprendere al meglio quanto accade attorno, imparando a gestire razionalmente le proprie risorse economiche in funzione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/downgrading.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3661" title="Downgrading: cos’è?" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/downgrading.jpg" alt="Downgrading: cos’è?" width="129" height="129" /></a>In questi tempi di diffusa crisi economica anche il lessico quotidiano, complici i servizi giornalistici dedicati alle contingenze del mondo politico-finanziario, sta cambiando, abituandoci a sentire parole a cui non eravamo particolarmente adusi fino a pochi mesi fa.</p>
<p>Per comprendere al meglio quanto accade attorno, imparando a gestire razionalmente le proprie risorse economiche in funzione delle condizioni di volta in volta maggiormente vantaggiose per il portafoglio, è fondamentale conoscere il significato dei principali termini che appartengono al vocabolario economico.</p>
<p>Tra questi, alcuni sono presi in prestito dall’inglese, mentre molti altri ne sono la traduzione in italiano. Un esempio che accoglie in sé entrambe le casistiche è quello di ‘<em>downgrading’</em>, utilizzato anche nella forma nostrana di ‘declassamento’, associato generalmente alla parola ’rating’ (valutazione).</p>
<p>Il <em>downgrading</em> di <em>rating</em> indica il declassamento, ossia una revisione al ribasso, del grado di affidabilità che un ente emittente titoli azionari e obbligazionari (sia esso privato o pubblico) è in grado di esprimere rispetto alla propria capacità di ripagare i debiti contratti, secondo la valutazione che ne fanno società appositamente incaricate (le agenzie di <em>rating</em>, appunto).</p>
<p>Il grado di affidabilità viene indicato con classi convenzionalmente corrispondenti alle lettere dell’alfabeto, eventualmente affiancate anche da un + o da un &#8211; (ad esempio, la classe di rating AAA denota una buona affidabilità, maggiore della categoria AA-, a sua volta superiore alla classe A+, mentre la classe BBB indica un grado medio-basso di affidabilità, e così via proseguendo con le lettere successive).</p>
<p>Quando un ente passa da una classe superiore ad una inferiore, viene <em>declassato</em>, ossia subisce un <em>downgrading</em> di <em>rating</em>, perdendo fiducia da parte i mercati ed investitori.</p>
<p>Il nostro Paese, dopo il declassamento avvenuto ad ottobre, che ha portato il <em>rating</em> italiano da AA- ad A+, è stato ulteriormente declassato da Standard&amp;Poor’s da A+ ad A.</p>
<p>Difensore di patria il premier Mario Monti, che ha affermato: «<em>Nella decisione presa dall&#8217;agenzia Standard&amp;Poor&#8217;s relativa a diversi Paesi dell&#8217;Eurozona, tra cui l&#8217;Italia, si sottolinea la positività dell&#8217;azione in corso da parte del Governo italiano e si addita l&#8217;insufficienza della governance dell&#8217;Eurozona</em>».</p>
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		<title>Spread in caduta libera?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’indomani dell’insediamento del nuovo governo, nelle reazioni dei mercati finanziari non si erano registrati particolari segnali di fiducia nei confronti dell’esecutivo tecnico.
Ma sarebbe stato forse poco serio, o ciecamente ottimistico, aspettarsi un’immediata reazione positiva, solo sulla base del cambiamento alla guida del Paese, senza prima valutare nel merito i provvedimenti proposti per il risanamento del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/spread-giù.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3664" title="Spread in caduta libera?" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/spread-giù.jpg" alt="Spread in caduta libera?" width="149" height="150" /></a>All’indomani dell’insediamento del nuovo governo, nelle reazioni dei mercati finanziari non si erano registrati particolari segnali di fiducia nei confronti dell’esecutivo tecnico.</p>
<p>Ma sarebbe stato forse poco serio, o ciecamente ottimistico, aspettarsi un’immediata reazione positiva, solo sulla base del cambiamento alla guida del Paese, senza prima valutare nel merito i provvedimenti proposti per il risanamento del bilancio pubblico ed il conseguente rilancio dell’economia.</p>
<p>Nell’ultimo mese, invece, dopo l’approvazione della manovra Monti, sembra che i tanto sperati segnali positivi stiano finalmente facendo capolino nel panorama finanziario: per la prima volta da metà dicembre, infatti, lo <em>spread</em> (il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi) è sceso, dopo le prime due settimane di gennaio, sotto quota 465 punti, anche per effetto del buon esito dell’asta dei Bot (con rendimenti al 2,7%) e di quella dei Btp (i Buoni del tesoro pluriennali), venduti per l’intero importo massimo previsto di 4,75 miliardi di euro (con rendimenti più bassi rispetto a quelli di fine dicembre). Segno, per l’Italia, della progressiva riacquisizione di fiducia da parte dei mercati.</p>
<p>I primi segnali lasciano comunque ben sperare che il rilancio dell’economia si stia finalmente concretizzando, facendo lentamente diminuire anche l’antipatia nei confronti dell’agguerrito <em>spread</em>!</p>
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		<title>Vic Oliver: pillole di saggezza… economica</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 11:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Per capirci qualcosa]]></category>
		<category><![CDATA[2. Finanza in Pillole]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[denaro]]></category>
		<category><![CDATA[educazione finanziaria]]></category>
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		<category><![CDATA[vic oliver]]></category>

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		<description><![CDATA[Se uno corre dietro al denaro, è avido. Se lo spende, è un gaudente. 
Se non guadagna, è un buono a nulla. 
Se non si dà da fare per arraffarne, non ha ambizioni. 
Se lo guadagna senza lavorare, è un parassita. 
E se ne ha messo un poco in disparte, dopo anni di duro lavoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong><em><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/vic-oliver1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3657" title="Vic Oliver: pillole di saggezza… economica" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/vic-oliver1.jpg" alt="Vic Oliver: pillole di saggezza… economica" width="152" height="152" /></a>Se uno corre dietro al denaro, è avido. Se lo spende, è un gaudente. </em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Se non guadagna, è un buono a nulla. </em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Se non si dà da fare per arraffarne, non ha ambizioni. </em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Se lo guadagna senza lavorare, è un parassita. </em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>E se ne ha messo un poco in disparte, dopo anni di duro lavoro, viene considerato uno stupido, perché non si è goduto la vita. </em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Vic Oliver</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Tutto, la definizione stessa dell’identità di ciascuno, sembrerebbe dipendere dal denaro, stando a questa ironica riflessione dell’attore comico Vic Oliver. O, almeno, dall’approccio con cui vi ci si rapporta. E senza mezze misure.</p>
<p>Vic Oliver, nome d’arte di Victor Oliver von Samek, nasce l’8 luglio del 1898 a Vienna e muore il 15 agosto del 1964 a Johannesburg, in Sud Africa, dopo aver vissuto sia in America che in Gran Bretagna.</p>
<p>Inizia la sua carriera nello show radiofonico ‘<em>Hi, Gang!</em>’, del canale BBC, e partecipa a molti altri programmi di intrattenimento.</p>
<p>Abile musicista, suona il violino e lo utilizza per divertire (simulando poca familiarità con lo strumento) durante i suoi spettacoli. Aspirante Direttore d’orchestra, fonda la <em>Vic Oliver Concert Orchestra</em>, che dà concerti di musica classica lungo la costa Sud dell’Inghilterra.</p>
<p>Subito dopo l’invasione della Gran Bretagna da parte dei nazisti, il suo nome, in quanto ebreo, è tra quelli inseriti all’interno della lista nera (il <em>Black Book</em>), comprendente l’elenco delle persone da arrestare ed uccidere.</p>
<p>Nel 1936 sposa Sara Churchill, figlia del famoso primo ministro britannico nonché ufficiale dell’esercito, da cui divorzia però nel 1945.</p>
<p>Si racconta che durante una cena, alla presenza di Oliver, Churchill, interrogato su chi fosse il personaggio storico da lui maggiormente ammirato, abbia risposto con il nome di Mussolini, per aver avuto il buon senso di sparare al proprio genero.</p>
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		<title>La nuova manovra in pillole</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 12:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[governo Monti]]></category>
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		<description><![CDATA[La tanto attesa manovra finanziaria del governo Monti, necessaria a varare le riforme in grado di risollevare il Paese dalla crisi e scongiurare il rischio default, è stata approvata in tempi record dal Consiglio dei Ministri, ha subito alcune modifiche dal Parlamento ed ora è al vaglio del Senato.
Ecco i principali provvedimenti previsti dalla nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/manovra-monti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3652" title="La manovra in pillole" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/manovra-monti.jpg" alt="La manovra in pillole" width="133" height="131" /></a>La tanto attesa manovra finanziaria del governo Monti, necessaria a varare le riforme in grado di risollevare il Paese dalla crisi e scongiurare il rischio <em>default</em>, è stata approvata in tempi <em>record</em> dal Consiglio dei Ministri, ha subito alcune modifiche dal Parlamento ed ora è al vaglio del Senato.</p>
<p>Ecco i principali provvedimenti previsti dalla nuova finanziaria:</p>
<ul>
<li><strong>Bonus lavoro per donne e giovani</strong>: prevista una deduzione fiscale per le imprese che assumeranno donne e giovani sotto i 35 anni a tempo indeterminato, con un aumento dello sgravio per le regioni del Sud.</li>
<li><strong>Pensioni</strong>: esteso a tutti il metodo contributivo pro-rata, per cui ognuno riceverà una pensione sulla base di quanto ha versato all’Istituto di previdenza, e non più sulla base dell’ultimo stipendio ricevuto. L’età per andare in pensione sarà di 66 anni per gli uomini e di 62 per le donne (quest’ultima età sarà progressivamente aumentata fino a raggiungere la parità nel 2018). Viene inoltre istituita una fascia di flessibilità che favorirà, con premi economici, chi sceglierà di andare in pensione più tardi, mentre saranno penalizzati coloro che andranno in pensione prima dei 63 anni (con una diminuzione dell’1% sulla quota liquidata con il retributivo per i primi due anni di anticipo e del 2% per ogni anno ulteriore): si tratta della cosiddetta pensione “anticipata”, per cui potrà optare comunque solo chi avrà maturato un’anzianità contributiva di oltre 42 anni (per gli uomini) e di oltre 41 (per le donne). Sulle pensioni, ad esclusione di quelle inferiori ai 1400 euro, è previsto anche il blocco della perequazione automatica (l’adeguamento delle prestazioni previdenziali al costo della vita che veniva effettuato ogni anno per far fronte all’inflazione.</li>
<li><strong>Tassa sullo scudo fiscale</strong>: imposto per il 2012 un bollo pari all’1% sulle somme rientrate in virtù dell’ultimo scudo fiscale, mentre l’imposta salirà all’1,35% nel 2013 e scenderà allo 0,4% dal 2014, diventando permanente</li>
<li><strong>Casa</strong>: al posto dell’ICI arriva l’IMU (imposta municipale unica), pari allo 0,4% della rendita catastale sulla prima casa, ma elevabile dai sindaci fino allo 0,6%, e dello 0,76% sulle altre case, elevabile fino all’1,06%. Previste detrazioni sulla prima casa di 200 euro, a cui si possono aggiungere altri 50 euro per ogni figlio a carico fino ai 26 anni.</li>
<li><strong>IVA</strong>: previsto, in caso di necessità, un aumento dell’imposta sul valore aggiunto (del 2% dal 1° ottobre 2012 e dello 0.5% dal 1° gennaio 2014).</li>
<li><strong>Limiti alla circolazione del contante</strong>: abbassata a 1.000 euro la soglia della tracciabilità, ulteriormente ridotta a 500 euro per i pagamenti effettuati da pubbliche amministrazioni.</li>
<li><strong>Carburanti e tabacco</strong>: già aumentate le accise sui benzina e gasolio, è previsto anche l’aumento della tassa sul tabacco trinciato.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p>Non sono ovviamente mancate le polemiche, ma la credibilità internazionale dell’Italia sembra migliorata, anche se il valore dello <em>spread</em> non registra ancora significative diminuzioni.</p>
<p>Staremo a vedere.</p>
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		<title>“Accisa”: cos’è?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 12:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni si sente parlare molto di “accise”, soprattutto a seguito del provvedimento contenuto nella nuova manovra finanziaria del governo Monti, che prevede l’aumento di quelle sui carburanti (di circa 10 centesimi al litro per la benzina verde e di circa 13 centesimi al litro per il diesel).
Ma cosa significa “accise” e di cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In<a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/accisa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3642" title=" “Accisa”: cos’è?" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/accisa.jpg" alt=" “Accisa”: cos’è?" width="131" height="131" /></a> questi giorni si sente parlare molto di “accise”, soprattutto a seguito del provvedimento contenuto nella nuova manovra finanziaria del governo Monti, che prevede l’aumento di quelle sui carburanti (di circa 10 centesimi al litro per la benzina verde e di circa 13 centesimi al litro per il diesel).</p>
<p>Ma cosa significa “accise” e di cosa si tratta?</p>
<p>La parola “accisa”, derivata dal termine latino <em>accensare</em>, che significa &#8220;tassare&#8221;, indica appunto un’imposta sulla fabbricazione e sulla vendita di prodotti di consumo: a differenza dell&#8217;IVA, che incide sul valore e quindi dipende dalla qualità di un oggetto, l’accisa è in sostanza un tributo indiretto che colpisce la quantità delle singole produzioni e dei singoli consumi in quanto tali.</p>
<p>In Italia le accise più importanti sono quelle relative ai prodotti energetici (tra cui i carburanti), all&#8217;energia elettrica, agli alcolici e ai tabacchi.</p>
<p>L’accisa viene normalmente espressa in termini di aliquote,  rapportate all&#8217;unità di misura del prodotto e non al suo valore (come avviene invece per l’IVA): per questo, a proposito degli aumenti imposti per benzina e diesel dall’ultima manovra, si parla di un tot di <em>surplus</em> “al litro”.</p>
<p>Ma poiché l&#8217;accisa concorre a determinare il valore dei prodotti, essa comporta anche il mutamento dell’IVA su essi calcolata.</p>
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		<title>Investimenti: più si è giovani meglio è!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 10:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è mai troppo presto per iniziare a pianificare le proprie finanze, perché più si è giovani, maggiore è il tempo a disposizione per godere dei benefici a lungo termine che derivano dagli investimenti, mentre potrebbe essere troppo tardi, perché con il passare del tempo alcuni prodotti finanziari vantaggiosi possono diventare più costosi o addirittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/giovani1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3639" title="Investimenti: più si è giovani meglio è!" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/giovani1-150x150.jpg" alt="Investimenti: più si è giovani meglio è!" width="150" height="150" /></a>Non è mai troppo presto per iniziare a <strong>pianificare le proprie finanze</strong>, perché più si è giovani, maggiore è il tempo a disposizione per godere dei benefici a lungo termine che derivano dagli <strong>investimenti</strong>, mentre potrebbe essere troppo tardi, perché con il passare del tempo alcuni prodotti finanziari vantaggiosi possono diventare più costosi o addirittura inaccessibili.</p>
<p>Per questo, i giovani trentenni che non hanno ancora pensato di investire i propri risparmi dovrebbero tirare su le antenne e iniziare a guardarsi attorno.</p>
<p>Ecco alcuni consigli per gestire al meglio le proprie risorse, evitando comportamenti che, abitualmente considerati meno rischiosi di un investimento finanziario,  possono invece portare ad un dispendio inutile di denaro.</p>
<p><strong>Attenzione ai “debiti”</strong>, ad esempio: sarebbe bene evitare i prestiti personali per le spese non strettamente necessarie, perché su tali prestiti si paga un tasso di interesse che arriva o supera il 18-20% annuo e che va ad intaccare il proprio patrimonio economico</p>
<p>Una volta razionalizzati i “debiti”, del portafoglio in senso stretto, si può <strong>prendere in considerazione un portafoglio investimenti</strong>. Farlo in giovane età, magari quando si vive ancora a casa con i propri genitori, e si ha quindi la possibilità di mettere da parte qualche risparmio in più, può essere molto vantaggioso grazie agli investimenti portano profitto nel lungo termine.</p>
<p>Occorre quindi scegliere con attenzione quali prodotti finanziari possono meglio aiutare a far fruttare il denaro da investire, magari rivolgendosi a chi è del mestiere: <strong>chiedere un consulto a chi ha esperienza nel settore</strong> è fondamentale per poter valutare il rapporto tra opportunità  e rischio dell’investimento, cercando di individuare le condizioni più vantaggiose a seconda dei vari fattori da prendere in considerazione.</p>
<p>E per iniziare a maneggiare in modo semplice la materia e non trovarsi completamente smarriti nel grande mare della finanza, è possibile dedicarsi alla lettura di &#8220;<strong><em>Io voglio vincere</em></strong>&#8220;, il <em>vademecum</em> disponibile <strong>in edicola con Gazzetta dello Sport</strong>, che illustra <strong>idee pratiche e concrete per affrontare la crisi economica gestendo al meglio i propri risparmi</strong>.</p>
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		<title>I tuoi risparmi in buone mani</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 10:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scegliere un consulente in campo finanziario è un po’ come scegliere un medico: occorre, infatti, che vi sia la massima fiducia perché si decida di affidare i propri risparmi ad un&#8217;altra persona, seguendone i consigli di investimento per trarne profitto.
E la fiducia, per essere riconfermata nel lungo termine, necessita ovviamente, di continue dimostrazioni di bravura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/investitore.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3630" title="I tuoi risparmi in buone mani " src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/investitore-150x150.jpg" alt="I tuoi risparmi in buone mani " width="150" height="150" /></a>Scegliere un consulente in campo finanziario è un po’ come scegliere un medico: occorre, infatti, che vi sia la massima fiducia perché si decida di affidare i propri risparmi ad un&#8217;altra persona, seguendone i consigli di investimento per trarne profitto.</p>
<p>E la fiducia, per essere riconfermata nel lungo termine, necessita ovviamente, di continue dimostrazioni di bravura e competenza, attraverso concreti riscontri di guadagno.</p>
<p>Riconoscere un buon consulente non è poi così complesso. Ecco alcune “analisi” preliminari necessarie:</p>
<p>-          controllare sempre che il consulente abbia una solida e sufficiente esperienza (pluriennale), rivolgendogli domande che testino sia la sua disponibilità a rispondere sia la sua padronanza della materia</p>
<p>-          diffidare da chi promette vantaggi immediati senza prospettive a lungo termine, vantando solo grandi successi passati</p>
<p>-          non prestare troppo ascolto a chi parla usando solo termini tecnici o poco chiari, senza preoccuparsi che l’interlocutore lo comprenda e ne segua il ragionamento</p>
<p>-          apprezzare l’apertura al confronto e la trasparenza, diffidando da chi, invece, tende ad imporre il proprio parere senza ritenere necessario dimostrare la ragionevolezza delle proprie proposte</p>
<p>Come in tutte le cose, poi, un pizzico di buon senso e di attenzione non guastano, perché chi trova un (bravo) consulente trova un tesoro.</p>
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		<title>Economia: testa o cuore?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 15:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;economia è all&#8217;inizio di una rivoluzione riconducibile a una fonte inaspettata: la neuroscienza, ovvero quella branca della scienza che studia come il cervello funziona dal punto di vista delle connessioni fisico-chimiche che vi hanno luogo e che ci consentono di relazionarci con noi stessi come con il mondo circostante.
In questo momento oggetto d’attenzione delle neuroscienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/testa2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3626" title="Economia: testa o cuore?" src="http://iononcicascopiu.it/wp-content/uploads/testa2-150x150.jpg" alt="Economia: testa o cuore?" width="150" height="150" /></a>L&#8217;economia è all&#8217;inizio di una rivoluzione riconducibile a una fonte inaspettata: la neuroscienza</strong>, ovvero quella branca della scienza che studia come il cervello funziona dal punto di vista delle connessioni fisico-chimiche che vi hanno luogo e che ci consentono di relazionarci con noi stessi come con il mondo circostante.</p>
<p>In questo momento oggetto d’attenzione delle neuroscienze è anche il <strong>modo in cui il nostro cervello si comporta dinanzi alle questioni economico-finanziarie</strong>, tanto che si può parlare di una giovanissima disciplina, la&#8221;<strong>neuroeconomia</strong>&#8220;, consistente in una ricerca interdisciplinare che comprende neuroscienza, economia e psicologia e che si propone come alternativa alla visione, finora dominante, secondo cui l’agente economico (l’individuo considerato nei suoi comportamenti variamente legati all’economia) sarebbe sottoposto ai vincoli oggettivi di una razionalità perfetta e formalizzabile, finalizzata all’utilità (ossia al raggiungimento interessato di ciò che ritiene sia meglio per sé).</p>
<p>La possibilità di registrare i processi in atto nel cervello degli agenti attraverso tecniche come il  <em>brain imaging</em> ha fatto emergere invece alcuni fattori che allontanano dell’idea di comportamenti economici rigidamente e definiti e razionalmente determinati: le preferenze e i criteri di scelta tra diverse possibilità di investimento finanziario, ad esempio, sono spesso eterogenei e la sfera emotiva, con tutte le sue implicazioni, interferisce frequentemente nei processi decisionali.</p>
<p>Di fronte a tali studi e, in generale, nei confronti della Neuroeconomia e del posto che dovrebbe assumere all’interno della ricerca economica, è tuttavia bene fare alcune considerazioni critiche, mantenendo sempre la giusta distanza tra un atteggiamento eccessivamente entusiastico – che spingerebbe a ritenere le emozioni l’unico fattore determinante o, comunque, quello prevalente nelle scelte finanziarie – ed uno aprioristicamente scettico – che negherebbe senza possibilità di appello i risultati delle ricerche condotte da questa nuova disciplina, restando fedele alla concezione neoclassica-razionalista.</p>
<p>Ma non è da escludere che, col tempo, gli studi portino a risultati in grado di spiegare con assoluta certezza in che misura cervello ed emozioni interferiscano nelle scelte economiche di ognuno, svelando finalmente chi, tra testa e cuore, ha la meglio… almeno nelle questioni di denaro.</p>
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