Senza dubbio l’integratore alimentare più utilizzato dagli sportivi e per questo oggetto di speculazioni da parte di alcune ditte produttrici senza scrupoli, che spesso e volentieri propongono integratori proteici di dubbia qualità o ai limiti della frode alimentare.

Che le proteine in polvere siano fondamentali nello sportivo che vuole sostenere le aumentate richieste di fabbisogno “plastico” da parte dei tessuti (muscoli), è fuor di dubbio!. Nonostante molti preferiscano aumentare l’introito proteico giornaliero tramite cibo solido (vedi pesce, carne, legumi etc..), l’utilità di questi supporti nutrizionali sopraggiunge per facilitare il processo digestivo nonchè in alcuni momenti specifici della giornata. I consumatori le assumono solitamente, a ragione, al mattino assieme alla colazione, oppure tra un pasto principale e l’altro e nell’immediato post-workout; momenti in cui il corpo necessità di aminoacidi essenziali e non essenziali per favorire la sintesi proteica e mantenere o accrescere il tessuto magro, ossia la muscolatura.

Ma come distinguere un integratore proteico efficace da uno di scarsa qualità? entriamo nel dettaglio.

Proteine in polvere: le caratteristiche basilari che ogni integratore proteico dovrebbe possedere

Come per qualunque supplemento alimentare in commercio, anche le proteine in polvere debbono possedere delle qualità fondamentali per essere considerate valide

Valore Biologico

Ogni fonte proteica si differenzia dall’altra per valore biologico e conseguentemente biodisponibilità. Il primo valore è determinato dal profilo aminoacidico: più è completo e maggiore sarà il VB di una determinata fonte protidica. Il latte, ad esempio, è la fonte più utilizzata negli integratori poichè avente VB100 e quindi ricca di aminoacidi essenziali e non essenziali. Ciò influisce direttamente anche sul secondo fattore precedentemente citato, la biodisponibilità, dunque il potere di un determinato alimento di essere pienamente assimilato ed utilizzato nei vari processi metabolici.

Profilo aminoacidico

Ciò si ricollega a quanto appena detto. Se un integratore proteico contiene siero proteine del latte e poco altro, dovremmo accertarci che possegga, inoltre, quantitativi importanti di aminoacidi ramificati (BCAA) e glutammina. Ricordiamo che i primi sono formati da Leucina, Valina e Isoleucina, mentre il secondo viene riportato in etichetta con il nome di acido glutammico.

Protein Spiking, ovvero come ti elevo il titolo proteico in maniera fraudolenta

Per elevare la percentuale proteica di un determinato integratore di proteine in polvere, alcuni produttori adottano questa tecnica per abbattere i costi di produzione ed aumentare i ricavi. Ciò si ripercuote direttamente sulla qualità di quello che si assume.

Con il termine protein o amino-spiking (innalzamento aminoacidico) facciamo riferimento ad un processo produttivo concernente l’aggiunta di sostanze economiche non proteinogeniche (non utili, da sole, per stimolare l’accrescimento muscolare).

Taurina, beta alanina, alanina, lisina, glicina, collagene idrolizzato e altri ancora,  sebbene efficaci per scopi diversi dal supporto alla sintesi proteica, vengono solitamente innestati nelle polveri proteiche contenenti fonti ad alto valore biologico, in quanto più costose rispetto ad altre (vedi soia, frumento, etc.). In parole più semplici il produttore “taglia” il prodotto, aggiungendo i suddetti nutrienti e abbassando il quantitativo di proteine nette utilizzate.

Agli occhi di inesperti questo potrebbe passare come “plus” anzichè minusvalore, ma attenzione! Se a prima vista la percentuale proteica dichiarata in etichetta può essere la medesima di qualsivoglia altro integratore proteico in polvere, i prodotti più scadenti si riconoscono osservando attentamente il profilo aminoacidico esposto solitamente sul retro dell’etichetta, oppure attraverso i claim di ingredienti aggiuntivi dichiarati sulla stessa (con aggiunta di, fortificato con..).

Questo va direttamente a discapito della qualità della polvere proteica in termini di efficacia ai fini plastici rigenerativi (costruzione muscolare). Se assumo un integratore contenente fonti proteiche nobili come appunto il siero di latte o l’uovo albume, debbo assolutamente pretendere che lo stesso venga impiegato, nella sua totalità, per stimolare la sintesi proteica e l’anabolismo muscolare.

Come riconoscere i “riempitivi” nelle proteine in polvere

Parliamo dei cosiddetti fillers, sostanze prive di apporto nutritivo ideate con l’iniziale intento di aumentare l’aspetto sensoriale in termini di gusto, cremosità e solubilità. Sebbene utilizzate per migliorare l’appetibilità delle polveri proteiche e non solo, l’eccesso di fillers influisce, anch’esso, sulla qualità.. Stiamo pur sempre assumendo un integratore, quindi, se eccessivamente gustoso, c’è qualcosa di troppo che non dovrebbe esserci!.

Tra i riempitivi maggiormente utilizzati troviamo: gomma di xantano, agar agar, substrati glucidici come sciroppo di glucosio e maltodestrine, nonchè addensanti e coloranti artificiali, questi ultimi spesso indiziati per il loro potenziale potere irritante della mucosa gastrica.

Concludendo, in sintesi, se ti stai domandando ancora come riconoscere un prodotto di proteine in polvere di qualità, non dimenticarti i seguenti 4 aspetti fondamentali:

  • valore biologico (determinato dall’alimento e non dal produttore);
  • profilo aminoacidico (completo di tutti gli aminoacidi e ricco in Bcaa ed acido glutammico);
  • totale assenza di composti aggiuntivi non proteinogenici (taurina, collagene, glicina, etc..) o valori troppo elevati dichiarati in etichetta (aminogramma).
  • presenza di riempitivi nei limiti consentiti (attenzione se noti più di 2-3 fillers nella lista degli ingredienti).